Un viaggio epico intorno al mondo, a bordo della nave più bella mai costruita. Sarà come salire a bordo del fantastico veliero che, in venti mesi, ha toccato 5 continenti, 33 Paesi e 53 porti, attraverso il film documentario Vespucci il Viaggio più lungo, in onda venerdì 17 e 24 aprile in prima serata su Rai3 e su Rai Play, accompagnati dalla voce narrante di Luca Ward e dalle musiche di Nicola Piovani, con la regia di Flavio Maspes. Prodotto da Palomar con Rai Fiction e la Marina Militare, il docufilm ha per protagonisti l’iconica imbarcazione e i giovani allievi ufficiali che si formano mentre l’Amerigo Vespucci solca gli oceani come ambasciatore dell’Italia nel mondo. Due puntate per salire a bordo di un mito, esplorare il suo cuore pulsante attraverso una maratona del mare durata più di 600 giorni. Un’impresa senza precedenti.
La nave scuola della Marina Militare, custode da oltre novant’anni delle più antiche tradizioni navali e marinare, è uno dei simboli più conosciuti dell’Italia nel mondo. La docuserie racconta, tramite lo sguardo dei protagonisti, degli allievi ufficiali, dell’equipaggio e del suo Comandante, capitano di vascello Giuseppe Lai, un’impresa epica tutta italiana compiuta dalla nave più bella del mondo. L’equipaggio è di circa 250 persone, con gli allievi si passa a 400, tanti per una nave lunga 101 metri. A bordo, i nocchieri non hanno un momento di riposo, sul ponte vengono manutenuti gli alberi, controllate le cime, lucidati gli ottoni.
Un percorso intenso e faticoso (si dorme mediamente tre ore a notte) che li porterà a visitare luoghi esotici, incontrare culture differenti ma anche a imparare a conoscere il Mare, gli Oceani, attraversare il temibile Capo Horn. Durante la traversata del Pacifico sbarcheranno alle Hawaii, Tokyo, Manila per terminare a Darwin in Australia. Parole d’ordine: pazienza, empatia, tolleranza e perseveranza, doti necessarie alla convivenza a bordo e, soprattutto, mantenersi lucidi anche in condizioni critiche.
“Il Viaggio più lungo ci ha dato l’opportunità di raccontare il passaggio di Capo Horn, il tratto di navigazione più temuto dai marinai, la temuta traversata del Mar Rosso, evitato da molte navi commerciali per possibili attacchi Houthi – spiega il regista -. La narrazione è stata affidata principalmente ai protagonisti che ad ogni nuova operazione ne spiegano la funzione. Apprendi, assorbi, diffondi e trasmetti. Il periplo del globo è stata un’occasione irripetibile per mettere in pratica questi concetti”.