“Mi piacerebbe farlo diventare bisnonno”. Claudio Amendola si riferisce all’amato Giulio Cesaroni, il patriarca della famiglia, che torna in tv diventato nonno, con figli, figliastri e nuove reclute. L’attore romano ci ha messo dodici anni, e non nasconde l’emozione, per far rivivere i personaggi di questa allora seguitissima fiction pop e presenta a Roma, con tutto il cast, I Cesaroni – Il ritorno: sei nuove puntate dal 13 aprile da lui anche dirette, in prima serata su Canale 5. Per chi ne seguiva le vicende sin dall’inizio, troverà Giulio con i capelli ingrigiti, i tre figli adolescenti ormai adulti, con prole, e due nuovi personaggi: il consuocero di Giulio, interpretato da Richy Memphis e Lucia Ocone, una indesiderata socia della bottiglieria sull’orlo del fallimento che si darà un gran da fare per risollevarne le sorti. Gli abitanti giovani, meno giovani e bambini, dello storico quartiere romano della Garbatella, anche stavolta al centro della serie, sono intervenuti in massa all’anteprima ingolfando le strade.
Nel cast gli amici di sempre Stefania (Elda Alvigini) mamma di Walter (Ludovico Fremont) il miglior amico di Marco Cesaroni (Matteo Branciamore). Nei panni di Augusto, il nefasto e traffichino fratello di Giulio c’è Maurizio Mattioli. La famiglia si è allargata: insieme a Rudi (Niccolò Centioni) che fa il bidello, Mimmo (Federico Russo) diventato insegnante di sostegno e Marco, che convive con la nuova compagna Virginia (Marta Filippi) c’è il saggio nipotino di Giulio, Adriano (Pietro Serpi) figlio di Marco e Virginia e Marta (Valentina Bivona), figlia di Marco e Eva, Olmo (Andrea Arru) figlio autistico di Ines (Chiara Mastalli) legata sentimentalmente a Mimmo. A rendere più frizzante la nuova stagione alcuni camei di Paolo Bonolis e Fabio Rovazzi, nei panni di loro stessi.
“Dirigere questa serie è stato divertente, faticoso, commovente (per la prematura scomparsa dell’amico Antonello Fassari), difficile e facile allo stesso tempo, per non tradire la storia dei Cesaroni – racconta Amendola -. Mi sono subito riconosciuto nei panni di Giulio – confessa -, capace di maneggiare pentole e bicchieri, e più buono. Il vuoto immenso che si porta dentro per la perdita del fratello Cesare lo ha reso un po’ malinconico, e la famiglia caciarona e incasinata corre in suo aiuto”. Spiega che per entrare in una serie come questa non basta essere bravi attori, ci vuole consapevolezza, ironia, spirito di squadra, e un pizzico di incoscienza. “Avevo bisogno di amici che mi volessero bene, di una sorella e di un fratello. Lucia e Ricky sono esattamente questo”.