Arriva “Rosso volante”. Durante i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, la dichiarazione del tradimento amoroso di un campione olimpionico in diretta tv ha fatto scalpore, ma non gli è costata la medaglia conquistata. Cosa che invece successe al campione di bob Eugenio Monti nel 1964 ai giochi Olimpici Invernali di Innsbruck. Realizzò un tempo eccezionale, ma durante la gara si accorse che il rivale Tony Nash aveva perso un bullone e, senza pensarci un attimo, gli dette il suo. Un gesto di grande lealtà sportiva che permise agli inglesi di vincere l’Oro, mentre l’Italia dovette accontentarsi del Bronzo. Per l’eccezionale esempio di fair play, il Comitato Olimpico Internazionale premiò Monti con il trofeo Pierre De Coubertin, considerato la più alta onorificenza per un atleta.
L’episodio del bullone è il punto di partenza del tv movie Rosso Volante diretto da Alessandro Angelini, con Giorgio Pasotti nei panni del campione, Andrea Pennacchi, Denise Tantucci, Stefano Scandaletti, Maurizio Donadoni, in onda il 23 febbraio in prima serata su Rai 1, ispirato all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta.
Un racconto che ripercorre i quattro anni che portarono l’atleta, scomparso nel 2003, a vincere l’agognata medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Grenoble nel 1968. Quattro anni di tenacia, cadute e speranze di un campione di grande talento che ha sempre sfidato la vita. Una storia di sport, amore, amicizia, coraggio.
Come spiega il regista, hanno studiato i filmati dell’epoca, ricostruito fedelmente lo spazio della pista, inserite immagini di repertorio, per realizzare un telefilm “vigoroso e quasi documentaristiconelle gare (per dare modo al pubblico di sentirsi in pista con Monti) e più statico e contemplativo (come le vette delle Dolomiti che fanno da cornice alla nostra storia) nei momenti in cui si racconta la vita privata di Monti”.
Per entrare a fondo nel personaggio, Pasotti ha affrontato un duro allenamento fisico. “E’ una storia umana che va oltre oltre i confini sportivi, arriva al cuore – spiega l’attore-. Monti era molto diverso da me, aveva una personalità straordinaria, era uno spirito libero, generoso, leale verso tutti, la sua vita è stata ricca di avvenimenti al limite del leggendario. E’ un esempio per una società che ha perso la bussola, dove gli sport più popolari sono troppo legati ai soldi”.