Da contessa a squillo. Ma solo per finzione. Vanessa Gravina, ha dismesso temporaneamente i panni di nobildonna della soap di Rai 1 Il Paradiso delle Signore per indossare in palcoscenico quelli di una escort assassina nell’opera teatrale di Tom Topor Pazza, al fianco di Nicola Rignanese, in scena al Teatro Quirino di Roma dal 17 al 22 febbraio con la regia di Fabrizio Coniglio che fa anche parte del cast con Maurizio Zacchigna, Massimo Rigo e Gloria Sapio. Un testo di una attualità sconcertante malgrado fosse messo in scena per la prima volta a Broadway nel 1980, poi in un film con Barbara Streisand.
Claudia, una squillo di lusso, viene accusata dell’omicidio di un anziano cliente e rischia venticinque anni di carcere. Pur di salvarla, la ricca famiglia si affida ad un valente legale per farla dichiarare incapace di intendere e di volere e farla internare in un istituto di psichiatria, dal quale potrà uscire dopo pochi anni. Ma la donna si sbarazza del legale pagato dai genitori e viene affidata a un avvocato d’ufficio, svelando lo scabroso entroterra familiare nel quale è maturata la sua squallida scelta di vita, e le intollerabili pretese del cliente che scatenò la sua micidiale reazione di difesa.
“In un periodo storico in cui la violenza sulle donne è in preoccupante aumento nel nostro paese, cercheremo di entrare dentro i segreti di una famiglia borghese perbene”- spiega il regista -. Cercheremo di coinvolgere lo spettatore in questo viaggio oscuro all’interno di una ‘Normale’ famiglia italiana, di rendere estremamente umani i personaggi che compongono questo quadretto familiare”.
“Claudia è una donna straordinaria, imprevedibile e nell’imprevedibilità è prevista una dose di follia ma, come dimostreremo, una follia sana – spiega Gravina -. Una persona di una sincerità, bellezza e purezza unica che si scontra con un mondo assolutamente non bello. Gli altri sono personaggi dei giorni nostri, della porta accanto, che si possono incontrare su un pianerottolo, nell’ascensore di un condominio, ciascuno con una propria verità”.
I temi affrontati sono fortissimi. “C’è una denuncia contro il sistema, contro un certo modo di pensare, contro l’ oscurantismo mentale, ad andarci di mezzo è un’innocente. È un thriller avvincente, con una grande dose di suspance e di ironia. Il tema della violenza di genere c’è ma è tutto apparentemente normale – continua l’attrice -. C’è una supremazia maschile nelle famiglie come nelle istituzioni, nel mondo politico e ai vertici aziendali”.Il messaggio, conclude,è chiaro: “E’ un testo sul diritto di riappropriarsi di una dignità umana, contro la violenza e la sopraffazione, contro il pregiudizio, ma soprattutto racconta come anche negli strati più alti e borghesi della società si annida il demone del male. Un testo che smaschera e il messaggio è fare pulizia”.