Gli esami, si sa, non finiscono mai. Come l’ansia della notte che precede la fatidica prova di maturità, sempre la stessa, nel terzo millennio come negli anni novanta. Fausto Brizzi ha volto dimostrarlo con il ‘sequel’ del suo primo film, chiamato anche questo Notte Prima degli esami attualizzato con l’aggiunta di un 3.0 che arriva in un centinaio di cinema il 19 marzo. L’ha scritto con Tommaso Renzoni, al quale ha affidato la regia; al posto del perfido prof. Martinelli stavolta c’è un’ inflessibile insegnante donna, nei cui panni si cala Sabrina Ferilli. Nel ruolo del giovane agitato diplomando, al posto di Vaporidis c’è Tommaso Cassissa, che qui ha per babbo Gian Marco Tognazzi. Nel cast, tra gli altri, compare anche Sebastiano Somma, il tutto condito con l’inevitabile nostalgico intervento sonoro di Antonello Venditti, che ripropone la sua immortale, omonima canzone. New entry, debuttante in un film come attrice, Margherita Carducci, meglio nota da cantante come Ditonellapiaga. Intorno a loro ruotano Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli, Aleandro Falciglia, Bea Barret, Christian Dei.
La storia ovviamente parte alla vigilia della maturità, con un gruppo di liceali romani che si ritrova a vivere insieme l’ ultima grande avventura, tra amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Tra feste clandestine, motorini che sfrecciano nella notte e un viaggio improvvisato fino a Macerata, Giulio e i suoi amici dovranno affrontare il passaggio all’età adulta scoprendo che crescere significa anche sbagliare, perdonare e avere il coraggio di dire finalmente la verità.
L’esame di maturità è la linea di confine tra la giovinezza e il resto della vita, tra il mondo protetto della scuola e le incertezze del futuro.
“Questo film nasce dall’urgenza di raccontare cosa significhi affrontare quel rito di passaggio oggi – spiega il regista -, con tutto il carico di aspettative, paure e assurdità che si porta dietro. Al centro della storia c’è la Generazione Z, con l’eco-ansia e le nuove forme di relazione, l’identità digitale e l’intelligenza artificiale usata come fosse il compagno di banco più preparato della classe. Temi universali e contemporanei, che rendono questo passaggio ancora più fragile, complesso, e comico”.
I ragazzi creano un falso profilo online per ingannare la professoressa, e in questo gioco di specchi si riflette la domanda più urgente della loro generazione: chi siamo davvero, quando la nostra identità passa sempre attraverso un filtro.
Il tono della commedia oscilla tra leggerezza e malinconia, comicità di gruppo e intimità personale, con l’intento di far ridere, commuovere, riconoscersi, e per i più giovani sentirsi finalmente visti e compresi.
Gli autori del film invitano a non perdere la magia irripetibile di un’età unica, sottolineando la necessità del dialogo tra generazioni, perché le paure dell’adolescenza, anche quando cambiano forma, restano universali.