Un’ampia retrospettiva per immergersi nei temi e nelle atmosfere del Liberty è in programma fino al 14 giugno a Palazzo Martinengo di Brescia, un’epoca di profondi cambiamenti, tanto nell’arte quanto nella società. L’esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, si focalizza sui primi quindici anni del Novecento, quando nuovi linguaggi e inedite sensibilità si impongono nel panorama culturale europeo e italiano, influenzando la pittura, la scultura, la grafica pubblicitaria, la moda, la fotografia e le arti applicate.
La mostra presenta oltre 100 capolavori tra dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, sculture di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Liberto Andreotti, affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, ceramiche di Galileo Chini, mobili di Eugenio Quarti, fotografie d’epoca e spezzoni cinematografici, provenienti da prestigiose collezioni private e da importanti istituzioni museali, che introducono in un momento cruciale della storia culturale italiana, di un Paese che, alle soglie del XX secolo, cerca di elaborare un linguaggio artistico svincolato dalla tradizione, autonomo e insieme aggiornato sulle novità internazionali.