Da più di 25 anni la Capitale attendeva il ritorno di Vassily Kandinsky. Dal 15 settembre al 14 febbraio Palazzo Bonaparte ospiterà un straordinaria mostra prodotta e organizzata da Arthemisia, curata da Angela Lampe, dedicata a colui che liberò il colore per farne emozione pura, tracciando i sentieri dell’astrattismo.
Oltre settanta capolavori dell’artista russo che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna, trasformando colore, forma e segno in emozione, prestati eccezionalmente dal Centre Pompidou di Parigi, raccontano tutta la sua storia umana e artistica.
La mostra racconta l’intera storia umana ed artistica di Kandinsky, ripercorre tutte le tappe della sua trasformazione, da avvocato in Giurisprudenza ed Economia politica all’Università di Mosca a maestro dell’arte moderna, attraversando epoche storiche, paesi, grandi amori passionali.
Due donne in particolare verranno raccontate nella mostra, perché ebbero un ruolo fondamentale nella sua affermazione: Gabriele Munter, sua compagna per oltre un decennio, grande artista rimasta a lungo nell’ombra e oggi riscoperta grazie ad alcune sue bellissime opere che saranno esposte per la prima volta nella mostra; e Nina Kandinsky, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria.
La mostra racconta anche la nascita di una rivoluzione nell’arte. Per Kandinsky, infatti, un colore poteva avere il suono di una melodia, una linea poteva esprimere un’emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l’astrattismo: un linguaggio completamente nuovo, destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e anche il nostro modo di guardare il mondo.
Attraverso cinque sezioni, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio straordinario che va dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima stagione parigina.
Tra i capolavori esposti spiccano opere iconiche come Gelb-Rot-Blau (1925), considerata uno dei massimi esempi della sua produzione: una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.
Saranno esposti anche documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky e una sala immersiva ideata appositamente per la mostra.