La biografia di uno dei principali intellettuali della contemporaneità è espressa nel progetto “Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione” che si svolgerà fino al 26 luglio a Roma, a Palazzo Firenze (Piazza di Firenze n. 27) realizzato dalla Società Dante Alighieri e dalla Fondazione Umberto Eco, con la produzione di Arthemisia. Il convegno inaugurale si terrà il 23 giugno alle 17.30. Il pensiero di Eco viene indagato attraverso i temi della storia delle idee, della semiotica, della memoria e dell’interpretazione, delle fake news e della comunicazione, del Medioevo e dell’innovazione tecnologica, con gli interventi, tra gli altri, degli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio.
Tra i materiali esposti figurano le tavole originali di Milo Manara, concesse dall’autore, ed elementi della scenografia firmata da Dante Ferretti per Il nome della rosa di Jean-Jacques Annaud, prestati dallo scultore Fabio Crisarà, insieme a testimonianze del Gruppo 63 e delle collaborazioni di Eco con Carmi, Baj e Pericoli.
L’allestimento, pensato in chiave inclusiva, comprende il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Omero di Ancona, oltre a una sezione multimediale con video e audio provenienti dall’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, da Rai Teche e da RSI, Radiotelevisione svizzera.
A concludere le attività del 23 giugno, un’azione teatralenel giardino di Palazzo Firenze, che vede Irene Giancontieri e Riccardo Rampazzo interpretare Le interviste impossibili – Umberto Eco incontra Beatrice (1975). La registrazione dell’azione teatrale sarà visibile in mostra nei giorni successivi.
Inoltre, il 9 luglio alle 18.30, a Palazzo Firenze viene proiettato Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario (2022, Fandango), documentario che indaga la complessità del pensiero di Eco a partire dalla sua imponente biblioteca.
Ingresso libero, gradita la registrazione su cultura@dante.global