Non ci fu la soffiata di una gola profonda, di un ‘infame’. La cattura dopo trent’anni del super latitante Matteo Messina Denaro fu il risultato delle continue, serrate indagini segrete dei Carabinieri del ROS. Un duro lavoro degli uomini dell’Arma che per tre mesi dedicarono anime e corpi per raggiungere l’agognato risultato, sacrificando anche le relazioni private, le famiglie. Per ridare voce agli eroi che vivono nell’ombra, il produttore Pietro Valsecchi ha impiegato due anni di scrittura per mettere a punto L’Invisibile, una storia emozionante, senza retorica, in due puntate, coprodotta con Rai Fiction che Rai1 manderà in onda il 3 e 4 febbraio in prima serata con la regia di Michele Soavi.
Il personaggio centrale è il Colonnello Lucio Gambera, nome di fantasia dato al capo della squadra di Carabinieri del ROS incaricata di catturare l’ultimo grande boss di Cosa Nostra e uno dei latitanti più ricercati al mondo. In quei panni si cala a perfezione Lino Guanciale, affiancato dalla cantautrice Levante (che interpreta la moglie), Ninni Bruschetta (il boss), Claudio Briguglia, Leo Gassmann, Massimo De Lorenzo, Bernardo Casertano, Giacomo Stallone, Roberto Scorza e Noemi Brando, l’unica donna della squadra. Persone temprate da anni di missioni sul campo, che adesso hanno solo tre mesi per trovare Messina Denaro e portare a termine l’operazione “Tramonto”.
Non hanno potuto girare il telefilm nei veri luoghi che hanno ‘nascosto’ il boss per un trentennio. “Ci hanno fatto capire che era meglio evitare di effettuare le riprese nel trapanese – spiega Soavi-, per sicurezza abbiamo ripiegato sul palermitano”.
“In questo momento è fondamentale raccontare cosa accade nel nostro Paese, la vittoria dello Stato – sottolinea Valsecchi -. Quando l’hanno catturato lui non ci credeva, c’era una parte del paese che difendeva da trent’anni la sua libertà. La tenacia, l’ossessione di prenderlo di persone che vivono nell’ombra hanno vinto”.
“La consulenza dei carabinieri, che ci hanno affiancati passo passo sul set – sottolinea Guanciale – , è stata fondamentale per dare la massima veridicità al racconto, gli spettatori si riconosceranno nei personaggi. L’amore per la giustizia e l’etica del lavoro ci richiamano a una identica condotta”.