La storia di Andrea Spezzacatena, il quindicenne vittima di bullismo e cyberbullismo, dopo il successo al cinema è approdato in palcoscenico nel musical “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, diretto da Massimo Romeo Piparo, in scena dal 29 ottobre al 1 novembre al Teatro Sistina di Roma, per proseguire a Firenze, Prato, Reggio Emilia e con l’anno nuovo, tra gli altri, a Bari, Catania, Torino, Genova e Milano.
L’adattamento in forma di jukebox musical, firmato da Piparo con Roberto Proia, comprende una playlist di celebri brani del pop-rock italiano scelti come parte del racconto, con la direzione musicale di Emanuele Friello.
A dare volto e voce al protagonista di questa toccante storia che ha commosso l’Italia è Samuele Carrino, già interprete del film, così come Sara Ciocca. Al loro fianco Rossella Brescia, nei panni della madre di Andrea. Christian Roberto ha il delicato ruolo di voce narrante di Andrea a 27 anni. Completano il cast Donato Altomare nel ruolo del padre di Andrea; Matteo Volpotti in quello del prof. di musica; Tommaso Pieropan nei panni del bullo della scuola, il carnefice designato; e il piccolo Michele Mula nel ruolo del fratellino di Andrea.
Un racconto che punta tutto sulle emozioni, veicolando un messaggio di altissimo valore sociale. Il commovente racconto di una vicenda che riguarda ragazzi, famiglie, educatori, istituzioni, mira a raggiungere il cuore degli spettatori e a stimolare una riflessione profonda attraverso l’arte, la bellezza e la musica, non solo per denunciare un fenomeno purtroppo ancora dilagante, ma anche per guardare al futuro con rinnovata fiducia e speranza. “Il valore più grande che ha il teatro – sottolinea Piparo – è quello di fare da specchio alla società per far riflettere le spettatrici e gli spettatori nelle loro virtù e debolezze”.
Dal racconto emerge la voglia di guardare avanti saltando il tragico episodio per evidenziarne le cause che lo hanno preceduto. Il regista ha addirittura riportato idealmente Andrea in vita nella veste di narratore rendendo più leggero il racconto nella speranza che arrivi il messaggio che il sacrificio di Andrea possa non essere vano: “ma riesca a far fermare gli adolescenti per un paio d’ore a pensare quanto sarebbe bello se tutti rispettassimo l’individualità degli altri – aggiunge -, senza affrettati giudizi e senza quella maledetta, tremenda, aberrante ricerca delle pecorelle contro cui farsi leoni.”