La più grande esposizione mai dedicata in Italia a Katsushika Hokusai (1760–1849), il più celebre artista giapponese protagonista della stagione artistica del periodo Edo (1603–1868) è aperta fino al 29 giugno a Palazzo Bonaparte di Roma, prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Beata Romanowicz.
Una delle figure più potenti e influenti della cultura visiva universale, testimone con le sue opere dell’epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, l’Ukiyo-e, destinata a trasformare profondamente l’immaginario giapponese e, in seguito, quello occidentale. Pittore e incisore prolifico, visionario e instancabile, Hokusai è conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue celebri stampe nelle quali la natura, il movimento dell’acqua, il paesaggio e le figure che animano la vita quotidiana del Giappone si trasformano in immagini di sorprendente forza poetica e modernità.
Capolavori senza tempo e invenzioni visive straordinarie: dalle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō alla celeberrima La Grande Onda di Kanagawa, dalle Trentasei Vedute del Monte Fuji fino ai sorprendenti Manga, gli straordinari album di disegni che hanno consegnato alla storia uno dei termini più noti della cultura visiva contemporanea.
Sono oltre 200 le opere esposte, provenienti dalla prestigiosa collezione del Museo Nazionale di Cracovia, che presta eccezionalmente per la prima volta le sue opere all’ Italia. Al centro delle sue immagini non c’è soltanto la natura monumentale, ma l’essere umano. Accanto alla centralità dell’uomo emerge l’acqua presentata nelle infinite variazioni con cui l’artista la osserva, la studia e la reinventa.
La mostra mette in luce anche aspetti della personalità di Hokusai come l’umorismo e la leggerezza. L’artista scriveva: “Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato… A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un artista meraviglioso. A centodieci anni tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me, prometto di mantenere la mia parola”. Non era solo una provocazione. Fu proprio dopo i settant’anni che realizzò alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra questi la Grande Onda presso Kanagawa.
In esposizione, anche più di 180 pezzi tra libri rarissimi e preziosi oggetti giapponesi, tra cui laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi e spade, strumenti musicali tradizionali, kimono, giacche haori e fasce obi.