La grande commedia popolare di Eduardo, rinasce dalla mente e dal cuore di Vincenzo Marra e dalla schiera di bravissimi attori che danno vita al film Era, nei cinema prodotto da Leone Cinematografica e Rai Cinema. Il regista napoletano si confronta per la prima volta con la commedia, disegnando un piccolo presepe familiare tra le mura di una Napoli borghese e scontrosa, regalandoci un quadro del momento socio-culturale che stiamo vivendo, carico di sentimenti esaltati da una comica drammaticità. Un lungometraggio che scava nell’animo umano, sdoganando con realismo la terza età.
Protagonista un’eccezionale Dalia Frediani che dà vita a Lina, un’ottantenne vedova borghese, arrogante e volitiva che non si arrende al tempo che passa. Tiene a bada i tre figli perennemente in crisi, (magnificamente interpretati da Giovanni Esposito, Maurizio Casagrande, Angela De Matteo e il marito fedifrago Antonio Gerardi), la sorella un po’ invidiosa Maria (Rosaria D’Urso) e suo figlio Giovannino eterno bambino (Biagio Manna), gestendo con piglio forte il tempo libero di un gruppo di amiche anziane disorganizzate, dispensando a suo modo consigli e soluzioni. Rifiuta categoricamente di finire all’ospizio ma, dopo un malore, accetta in casa Amilà, una badante cingalese, che detesta (Marinì Sabrina Fernando). Man mano, con lo svilupparsi degli eventi, le relazioni tra tutti cambieranno radicalmente.
Per Marra fare questo film è stato come far rivivere la nonna e la folta schiera di parenti e amici che quando era ambino frequentavano la sua casa. “Penso che la storia sia molto originale e affronti in tono divertente temi importanti come quello della vecchiaia e dell’integrazione attraverso il nobile tono leggero della commedia – spiega -. In un periodo storico difficile, dove si ha difficoltà a parlare del presente, ha rappresentato un’ottima possibilità di mettere le mani in quello che accade intorno a noi, ogni giorno”.