Le Frontiere geografiche, culturali, sociali e interiori sono al centro di Andaras Traveling Film Festival, dedicato al cinema breve di viaggio, che torna in Sardegna dal 30 giugno al 5 luglio lungo la Costa delle Miniere, tra Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias, diretto da Joe Juanne Piras. Confini reali o invisibili, luoghi di attraversamento in cui ogni viaggio coincide con una trasformazione e con uno spostamento dello sguardo, mettendo in relazione mondi differenti per interrogarsi su identità, appartenenza, memoria e cambiamento.
Sono 50 i film selezionati, provenienti da oltre 86 Paesi, che affrontano temi legati all’identità, ai mutamenti contemporanei, al rapporto con i luoghi e alle trasformazioni individuali e collettive, confermando il cinema e il festival come spazio di ascolto, ricerca e confronto.
“C’è un forte desiderio di raccontare il mondo e l’umanità che lo abita, ma anche le fragilità e le contraddizioni di cui spesso siamo vittime – spiega Piras -. Colpisce inoltre vedere come il cinema continui a essere un territorio di incontro: opere nate da collaborazioni tra Paesi attraversati da tensioni, conflitti o profonde distanze politiche ci ricordano che l’arte sa costruire ponti dove la realtà costruisce muri. In un tempo segnato da linguaggi di contrapposizione e forza, il cinema continua a ricordarci che cooperazione, ascolto e collaborazione restano forse l’unica risposta possibile alla barbarie”.
Da non perdere un cortometraggio ucraino che racconta un aspetto poco conosciuto della guerra. Grande spazio anche al cinema Made in Sardegna con film che esplorano il territorio, le sue comunità e le loro trasformazioni, restituendone complessità, memoria e immaginario attraverso prospettive intime e contemporanee, offrendo un ritratto plurale e in continua evoluzione dell’isola.
Nelle giurie, tra gli altri, Daniele Ciprì, Valeria Solarino, Lorenzo Richelmy e Valeria Solarino, che nella serata dedicata a Amnesty International Italia presenterà il suo cortometraggio su Sean Binder, giovane attivista tedesco accusato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare. In programma incontri con autori e ospiti, momenti di dialogo con il pubblico e attività collaterali che accompagneranno il percorso del festival nei diversi territori coinvolti.