Le fragilità umane, l’amore e il peso delle verità non dette sono al centro di “Carmen è partita” il nuovo film di Domenico Fortunato che lo dirige e lo interpreta con Giovanna Sannino, Alessandro Tersigni, Antonella Carone, Franco Ferrante, Francesco Giuffrida e la partecipazione straordinaria di Maurizio Mattioli. Prodotta da Altre Storie con Rai Cinema, la pellicola sarà disponibile dal 16 maggio in esclusiva su RaiPlay per l’appuntamento settimanale con Sabato Cinema che prevede la programmazione di importanti titoli del panorama nazionale e internazionale.
Una storia intima, carica di mistero, sospesa tra dramma sentimentale e indagine interiore, ambientata in un suggestivo borgo della valle del Tevere dove Carmen, trent’anni, bella, riservata e da sempre al centro dei pettegolezzi del paese, scompare nel nulla. Orfana, lavora come domestica per Amedeo, il sarto del borgo, uomo schivo e solitario, legato a un mondo fatto di abiti d’altri tempi e silenzi mai davvero colmati. All’inizio la sua presenza incrina gli equilibri di Amedeo, infastidito da quella convivenza inattesa. Ma, poco a poco, tra i due nasce un legame profondo, fatto di complicità, vicinanza e silenzi condivisi. Quando Carmen scompare, Amedeo precipita in uno smarrimento sempre più doloroso: la sua assenza riapre ferite, accende sospetti e lo costringe a confrontarsi con ciò che non ha saputo vedere.
Girato tra le atmosfere suggestive di Mentana, il film utilizza il borgo come spazio simbolico, quasi sospeso nel tempo, dove le storie personali si intrecciano con la memoria collettiva.“La stranezza è un elemento che appartiene a ciascuno di noi, più o meno evidente, più o meno ingombrante. In questa storia ho voluto intrecciarla con la solitudine e con l’abbandono, trasformandola in qualcosa che può diventare amore e vita – spiega il regista, presentando il film a Roma con il cast -. Credo che gli esseri umani possano migliorarsi grazie agli altri. Quando si condividono le proprie fragilità, si può amare e forse realizzare qualcosa di autentico. L’incontro tra Amedeo e Carmen è una rivoluzione dell’anima, un cambiamento che porta entrambi verso una nuova possibilità di esistenza”.
“Il personaggio di Carmen ha letteralmente una sola battuta. Difficile per me che sono logorroica interpretarla – dice Sannino –. Lei parla con gli occhi e i silenzi, abbiamo lavorato tanto sulla gestualità sul contatto degli occhi, sulla musica”. “Mi è piaciuto entrare in un clima di mistero, ci sono elementi thriller, ma in chiave abbastanza sobria” commenta Mattioli.