Continua l’operazione nostalgia della pubblica tv. Da sabato 21 marzo in prima serata su Rai 1 per gli amanti della sfarzosa televisione in bianco e nero e per i giovani (?) curiosi di riascoltare i successi di un tempo riproposti dai cantanti di oggi, torna per sei settimane Canzonissima, un titolo storico che per anni ha appassionato milioni di telespettatori. La nuova edizione, assicura l’infaticabile conduttrice e coautrice Milly Carlucci, tenterà di far fronte allo scontro frontale con la più moderna corazzata avversaria degli Amici di Maria De Filippi, con “un format originale e contemporaneo, capace di celebrare il grande patrimonio della musica italiana mettendo al centro gli artisti e le loro storie”.
Basterà metterlo in mano a grandi nomi come Riccardo Cocciante, Arisa, Elio e le Storie Tese, Elettra Lamborghini, Enrico Ruggeri, Fausto Leali, Fabrizio Moro, Irene Grandi, Jalisse, Leo Gassmann, Malika Ayane, Michele Bravi, Paolo Jannacci e il tenore Vittorio Grigolo a far riappassionare gli agées a un varietà che allora fulminò milioni di italiani? Tutti si esibiranno dal vivo, accompagnati dall’orchestra diretta da Luigi Saccà, con l’aggiunta di qualche balletto. Non sarà una sfida tra loro ma la proclamazione della canzone più votata.
“Sono un testimone di quel varietà – ricorda fiero l’ottantenne Fausto Leali -, l’unico che c’era allora, e ci sono anche adesso”. “Sono contento di partecipare, è una gara tra canzoni non tra noi cantanti” conferma Leo Gassmann. “Forse riesco a vincere una sfida” ironizza Lamborghini, finita in cantina a Sanremo ma ora in vetta alle hit parade con il suo allegro tormentone. “Era una gara cruenta che bloccava l’Italia, più ambita di Sanremo – ricorda l’allora giovanissimo Ruggeri -, la musica italiana è un patrimonio da custodire”. “Non ero nata – dice Malika – ma quel programma è rimasto sotto la pelle della gente”. “Per anni ho avuto paura di affrontare Battisti, ci provo ora”, si fa coraggio Irene Grandi. “Celebrare la musica italiana ci fa battere il cuore a mille” assicurano i Jalisse, rinati grazie alla non partecipazione per anni al Festival dopo la vittoria. “Per me Canzonissima sta nell’Olimpo, ci sono perle del cantautorato italiano” spiega Michele Bravi, che riproporrà il grande Gino Paoli. “E’ sacrosanto far riecheggiare nell’anima certe canzoni, far riscoprire certe atmosfere” sentenzia Fabrizio Moro. “Non serve una cultura speciale per amare la musica” aggiunge Arisa. “Anch’io canticchio le canzoni pop, usiamo tutta la musica per emozionare” ammette il cantante lirico Grigolo, a breve impegnato nel Romeo e Giulietta al Teatro dell’Opera di Roma.
Ogni puntata ruota attorno a un tema preciso: una canzone di altri artisti che ha ispirato la carriera dei cantanti protagonisti; un brano di allora da dedicare a qualcosa di speciale; la canzone del proprio repertorio con cui è iniziato il rapporto con il pubblico; quella che non vinse a Sanremo ma è rimasta nel cuore della gente; il brano tanto amato che ogni artista avrebbe voluto firmare; il pezzo simbolo della propria carriera. Ogni esibizione sarà introdotta da una clip in cui l’artista racconta il valore che quella canzone ha avuto nel suo percorso umano e professionale.
Al termine sarà proclamata la Canzonissima di puntata che accederà alla puntata finale.
A mettere un po’ di pepe tra le esibizioni e la scelta saranno i “magnifici 7” Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Caterina Balivo eGiacomo Maiolini e il pubblico, coinvolto attraverso i social.
“Uno spettacolo che unisce memoria e contemporaneità, racconto e performance – spiegano i vertici Rai presentando lo show- restituendo alla musica italiana un grande palcoscenico televisivo capace di emozionare e coinvolgere il pubblico”.