Il bouquet delle fiction Rai si arricchisce dell’ennesimo commissario. E’ Buonvino, nato dalla penna di Walter Veltroni, di cui vedremo le prodezze il 7 e 14 maggio in prima serata su Rai 1 (e dal 5 maggio su Rai Play). Un commissario gentile, vicequestore caduto in disgrazia e per questo mandato dal Nord nella capitale a dirigere un manipolo di poliziotti demotivati, nel parco romano di Villa Borghese. Non si perde d’animo, si rimbocca le maniche, convinto che questa sia davvero la sua opportunità per rimettersi in gioco. Inaspettatamente, Villa Borghese si rivelerà essere non solo un luogo immerso nella natura e dedicato allo svago, ma anche un microcosmo che, con i suoi enigmi e i suoi misteri, ha tante storie da raccontare e tanti segreti inconfessabili da svelare.
Nella miniserie targata Palomar con Rai Fiction, diretta da Milena Cocozza, nei panni di Giovanni Buonvino c’è Giorgio Marchesi, affiancato da Serena Iansiti (la sua vice Veronica Viganò), conFrancesco Colella, Matteo Olivetti, Daniela Scattolin, Ivan Zerbinati, Alberto Gimignani, Fabrizio Parenti, Guglielmo Favilla, Simonetta Solder.
E’ stato difficile e affascinante calarsi in questo personaggio, racconta il cinquantaduenne attore bergamasco presentando la fiction in Rai con parte del cast. “Non è un maschio Alfa, è incapace di arrabbiarsi, sa mettersi in discussione. E’ un uomo gentile che trova una squadra demotivata e deve dargli una scossa, ma in modo soft – spiega Marchesi -. Aveva un ruolo operativo ma, dopo un errore, viene messo da parte. E’ un po’ fuori dal tempo, lascia spazio agli altri, sa delegare, leggere dentro le persone, è curioso sulle nuove tecnologie. Dà a tutti una seconda chance”.
“Veronica è la sua vice – spiega Iansiti -, forte e tenace ma che si è rinchiusa in una sorta di bolla protettiva dopo un lutto sentimentale, fino all’arrivo di lui”.
“L’intreccio di giallo e commedia umana in cui il protagonista, romano di adozione, nostalgico e colto, non in linea con i soliti poliziotti televisivi, si trova a barcamenarsi, si snoda attraverso le storie, svelando segreti e misteri, attraverso l’uso della sua arma segreta, la profonda empatia che lo contraddistingue – spiega la regista -. Questa serie parla soprattutto di seconda possibilità, degli errori e della possibilità di ripararli. I difetti non sono altro che caratteristiche uniche che appartengono a ognuno di noi e che, se sfruttate appieno, possono trasformarsi in opportunità”.