Una delle più sanguinose stragi di mafia del nostro Paese diventa occasione dell’incontro tra due persone costrette all’impossibile scelta tra il dolore del ricordo e il balsamo dell’oblio. La storia di sofferenza e rinascita che lega per sempre una ragazzina di Trapani, Margherita Asta, e il giudice Carlo Palermo, diventa ora il tv movie “Un futuro aprile”, del regista Graziano Diana, liberamente ispirato all’opera letteraria “Sola con te in un futuro aprile” di Margherita Asta e Michela Gargiulo, che Rai 1 manderà in onda in prima serata giovedì 21 maggio, giornata della legalità, in contemporanea anche su Rai Play. Francesco Montanari è il giudice Carlo Palermo, Ludovica Ciaschetti interpreta Margherita Asta, con Peppino Mazzotta, Anna Ferruzzo, Denise Sardisco, Federica De Cola.
Cosa può legare per sempre una spigliata ragazzina di undici anni di Trapani ad un intransigente e temuto giudice di Trento, trasferito in Sicila per proseguire le indagini del giudice Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia? Apparentemente niente, se non il destino.
2 aprile 1985: due auto viaggiano sulla strada che collega Pizzolungo a Trapani. In una c’è Barbara Asta con i due figli gemelli di sette anni, nell’altra il giudice Carlo Palermo. L’autobomba parcheggiata sul lato della strada esplode: il giudice viene ferito, Barbara e i suoi gemelli non sopravvivono all’attentato. Margherita Asta, 11 anni, si salva perché è a scuola.
Il padre Nunzio segue per anni i processi senza che vengano identificati i veri colpevoli.Dopo la morte del padre, Margherita si costituisce parte civile in un nuovo processo che porta finalmente alla condanna dei mandanti. Solo allora decide di incontrare Carlo Palermo, sopravvissuto ma devastato dal senso di colpa: il loro incontro diventa un momento umano e intenso di riconciliazione e rinascita.
“E’ imbarazzante rivivere in un film – dice emozionata la vera protagonista della vicenda, presentando il film a Roma con il cast -. Per me è un sogno che la mia storia possa essere conosciuta da tanti, è la storia del nostro Paese – spiega Margherita -, farne memoria viva è uno strumento efficace per proteggerla e farci parte attiva per un futuro diverso, le emozioni servono a crearlo”.
Gli sceneggiatori hanno impiegato un paio di anni per scrivere la storia con rispetto e delicatezza. “Una storia molto toccante, girata nei luoghi reali, trasformata in una testimonianza per fare giustizia” sottolinea Mazzotta che interpreta Nunzio. Montanari, che si cala nei panni del giudice, spiega; “La morte di tre persone al suo posto diventa per lui un’ossessione, trasforma il dolore in forza per la giustizia. Si perde nella sua fragilità finché incontra Margherita adulta che lo libera. Io credo nei progetti per la memoria che diventa vita nel momento in cui l’essere umano sembra essere dimenticato”.
La storia in tv si ferma al 2001, ma ci sono riflessioni sugli studi fatti dal giudice Palermo sulla vicenda, che vivranno in un podcast in 6 puntate in onda in autunno su Rai Play Sound.