Riinnamoramento. E’ la parola chiave di Pupi Avati per il suo nuovo film Nel tepore del ballo, nelle sale dal 30 aprile, prodotto da Antonio Avati (Duea Film con Rai Cinema). Un dramma intimista con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito, Raoul Bova e con un cammeo di Bruno Vespa, Jerry Calà, Pascal Vicedomini, nel ruolo di sé stessi.
Il racconto punta il dito sui media, sulla loro inaffidabilità. E sul rinnamoramento: “quel misterioso sentimento che nel tramonto della propria esistenza compenetra di sé ogni individuo. Soprattutto quel genere di individuo che non vede nel sentirsi invecchiare il coincidere di quell’autostima che ha sempre cercato”, spiega il regista bolognese presentando il film a Roma con il cast.
La storia ruota intorno a Gianni Riccio (Ghini), celebre conduttore televisivo travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della carriera. La moglie divorziata, il figlio, i falsi amici, tutti gli voltano le spalle. Solo una lettera consolatoria di Clara (Ferrari), il suo antico amore, gli offre uno spiraglio nella disperazione. Tra Roma e Jesolo, il film racconta la caduta pubblica e il confronto privato con un passato segnato dalla perdita precoce dei genitori ma anche dal suo primo grande amore sacrificato alla carriera, mettendo al centro il tema delle grandi scelte della vita, della reputazione e della possibilità di rinascita.
Avati ha dunque analizzatoil secondo tempo di una vita, che aveva nel successo un traguardo, per poi mostrarne gli aspetti negativi. “Volevo esplorareil backstage della televisione per mostrare come cattiveria e bontà si mescolino in cinque minuti – sottolinea -, mostrare un’ipotesi di riscatto in un contesto come quello del mondo dello spettacolo, e della tv in particolare, in cui regnano da sempre cinismo e spietatezza. Ma anche far vedere come gestirsi sia difficile se ci si è esposti senza remore al ludibrio pubblico”.
Tutti i personaggi, anche quelli negativi, hanno una loro profonda umanità. “Nel film sono una brutta persona, uno che forse per la prima volta fa davvero i conti con sé stesso per diventare diverso e migliore. Ho cercato di lavorare per sottrazione – commenta Ghini -. Con Pupi si torna al cinema con una sola macchina da presa, che impone una concentrazione massima, senza quei tecnicismi che ti snaturano. La chiave del personaggio l’ho trovata nella scena della doccia: quando leva il trucco e la tinta, cadono le sovrastrutture e resta l’uomo”. De Sio interpreta una conduttrice tv cinica, melliflua e aggressiva “Uno dei tanti mostridella mia carriera – commenta ironica -. È una bambola fuori età che fa pena mentre si nutre della sua stessa cattiveria”. Isabella Ferrari è Clara, un’anima dark e umiliata: “Non conoscevo Pupi, abbiamo parlato di cadute e rinascite. Mi ha chiesto di recitare senza trucco, una donna maltrattata dalla vita che non ha fatto scelte e non cerca riscatto”.