La follia dov’è, nei manicomi o in un mondo di guerre? “Spero che questa storia possa offrire spunti di riflessione sulla condizione della donna di ieri e di oggi, e possa toccare il cuore di chi sta dalla parte della giustizia e della libertà”. È l’augurio del regista Michele Soavi per il suo “Le libere donne”, tre puntate interpretate da Lino Guanciale, Grace Kicaj, Gaia Messerklinger e Fabrizio Biggio, in onda da martedì 10 marzo in prima serata su Rai 1 e in boxset su RaiPlay. Nel cast, tra gli altri, anche Paolo Briguglia, Francesca Cavallin, Luigi Diberti.
Un avvincente dramma storico-sentimentale, scritto da Peter Exacoustos e Laura Nuti, che esplora il sottile confine tra passione e follia, affrontando la contrapposizione fra conformismo e individualità, coprodotto da Rai Fiction e Endemol Shine Italy, liberamente tratto dall’omonimo diario di Mario Tobino, ambientato fra Lucca e Viareggio durante la Seconda Guerra Mondiale. E’ il racconto autobiografico dello psichiatra che sfida le regole repressive dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano per salvaguardare la dignità delle sue pazienti. Alcune di loro hanno trovato conforto nella follia come unica forma di libertà cui aspirare, mentre altre sono state ingiustamente recluse solo perché hanno osato affermare il loro spirito libero.
“E’ una fiaba cinematografica sentimentalmente coinvolgente, per ridare voce a quel femminile violato che voce non ha – spiega Guanciale (impegnato a teatro al Piccolo di Milano fino a fine aprile) -. Una storia sul sopruso patriarcale dell’epoca che vuole far luce su certi momenti del recente passato di ingiustizie e rivalsa. Anche oggi viviamo in tempi preoccupanti dove comanda il più forte. Lo stato di diritto ormai è una favola orripilante, in questa scacchiera impazzita l’unione europea deve contare di più”.
“In questa storia, datata 1943, non c’è uguaglianza di diritti. Le donne non erano padrone di loro stesse, non avevano l’autonomia del proprio corpo, il diritto alla vita, all’istruzione, al lavoro e alla libertà di espressione. Nel nostro racconto una di loro farà breccia nel cuore di Tobino, che cercherà con tutte le sue forze di salvarla”, dice ancora il regista, avvinto dalla storia essendo il nipote di Paola Levi (moglie separata dell’industriale Olivetti, sorella di Natalia Ginzburg e nonna di Soavi).
Il medico trova un alleato nel dottor Anselmi (Biggio), giovane medico schietto e altruista, con il quale riuscirà anche a instaurare un sincero rapporto di amicizia e fiducia.
La vita di Mario prende una svolta inaspettata quando a Maggiano arriva Margherita Lenzi (Kicaj), rinchiusa nell’ospedale dal marito contro la sua volontà. L’istinto spinge Tobino a dubitare della pazzia della donna e a domandarsi se non sia solo la vittima di un uomo violento, ansioso di mettere le mani sulla sua eredità. Inizierà un’avvincente ricerca della verità, combattuto tra un sentimento intenso e inaspettato per Margherita e un amore che torna dal passato, per Paola Levi (Messerklinger), diventata nel frattempo una staffetta partigiana.