La scuola può insegnare la legalità ai ragazzi e salvare la vita a chi è cresciuto in un contesto sociale difficile? È la domanda che si pone “La Preside”, la miniserie in quattro puntate interpretata da Luisa Ranieri, diretta da Luca Miniero, in onda su Rai 1 da lunedì 12 gennaio in prima serata, prodotta da Bibi Film di Angelo Barbagallo e Zocotoco di Luca Zingaretti con Rai Fiction. Nel cast anche, tra gli altri, Ludovica Nasti, Alessandro Tedeschi, Daniela Ioia, Enzo Casertano, Ivan Castiglione.
L’attrice napoletana interpreta un personaggio liberamente ispirato a Eugenia Carfora, la battagliera dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di coraggio e determinazione, che ogni giorno lotta per il riscatto sociale dei suoi ragazzi, in un luogo segnato dall’abbandono scolastico e circondato dal degrado, al centro di una delle piazze di spaccio più grandi d’Europa. Per la preside, ogni studente salvato dalla strada, sarà una conquista personale, ma rappresenterà anche, il riscatto educativo e sociale di un intero quartiere. Una vicenda più che mai attuale che restituisce valore al ruolo della scuola, presidio di legalità, speranza e futuro.
“Il singolo può fare la differenza – sottolinea Ranieri, presentando la serie a Roma con il cast e la vera protagonista della storia -. Era importante raccontare la speranza nel buio di una periferia, senza la pretesa di insegnare, di poter cambiare qualcosa, Ma se anche un solo ragazzo tornasse a scuola, avremo vinto”.
All’inizio Eugenia Carfora non voleva diventare la protagonista di un film, ma poi ne ha apprezzato il rigore. “Luisa è andata oltre il messaggio – confessa -, non si sa molto di cosa c’è dietro la scuola: un esercito di lavoratori che la fanno funzionare ogni mattina. Non c’è spazio per la rassegnazione. A Caivano ho scoperto un mondo di ricchezza, una comunità che si prende cura. Il vecchio bastone e carota servono sempre – ammette -, ma vanno usati a seconda delle situazioni”.
“E’ la storia di una donna che, da sola, lotta contro la pigrizia delle istituzioni, il malaffare che governa e si mette a smuovere le acque – sottolinea Luca Zingaretti, che ha avuto l’idea di farne una fiction -. I ragazzi sono i vincitori, la mano tesa della preside è la loro unica chance per andare incontro alla vita con dignità. Le regole servono sempre, ma mantenendo viva l’attenzione sul singolo, adattandole alla realtà che cambia”.
“E’ l’elogio della speranza in quattro serate” spiega il regista, napoletano, che ha girato a San Giovanni a Teduccio, vicino a Caivano. dove la dispersione scolastica e la criminalità tra i giovani registrano numeri altissimi. “I giovani sono il futuro, ed ogni minuto perso è un ragazzo in meno sui banchi di scuola – dice convinto Miniero -, ne è certa Eugenia che affronta anche oggi un lavoro estenuante. Ma le cose si possono cambiare: un pezzo alla volta vediamo trasformare da discarica a moderno il suo istituto superiore, e così anche i suoi studenti, contagiati dalla voglia di migliorarsi”.