Il Campidoglio ospiterà la 66ma edizione del Globo d’Oro, lo storico riconoscimento assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia alle eccellenze del cinema italiano. La cerimonia di premiazione si terrà il 1° luglio tra i dipinti e le opere della Sala della Protomoteca. Tra i nomi in finale Paolo Sorrentino, Alba Rohrwacher, Toni Servillo e Valerio Mastandrea.
Anche nei momenti di maggiore difficoltà, il cinema italiano ha dimostrato una forza comunicativa fuori dal comune, capace di generare interesse e dialogo oltre i confini. È questa l’energia che la Stampa Estera continua a promuovere, anno dopo anno, offrendo uno sguardo internazionale capace di valorizzarne la qualità.
Selezionate tra numerose opere visionate da oltre quaranta corrispondenti provenienti da tutto il mondo, le terne finaliste vedono in corsa per il premio al Miglior Film: 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, La grazia di Paolo Sorrentino e La Gioia di Nicolangelo Gelormini, che si contendono il riconoscimento anche per la Migliore Regia. Per il premio alla Migliore Opera Prima risultano finalisti Primavera di Damiano Michieletto, Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi e Gioia mia di Margherita Spampinato. Nella categoria Miglior Attrice concorrono Barbara Ronchi per Elisa, Alba Rohrwacher per Tre ciotole, e Valeria Golino per La Gioia. Per quella Miglior Attore la statuetta è contesa da Valerio Mastandrea per Cinque secondi, Toni Servillo per La grazia e Saul Nanni per La Gioia.
Per la Miglior Sceneggiatura sono nominati Francesco Bruni, Paolo e Carlo Virzì per Cinque secondi; Nicolangelo Gelormini, Benedetta Mori, Giuliano Scarpinato per La Gioia; Enrico Audenino per Tre ciotole. La categoria Migliore Commedia comprende: Che Dio perdona a tutti di Pif, La vita va così di Riccardo Milan e Il Dio dell’amore di Francesco Lagi. Nella sezione Migliore Serie TV sono in corsa Il commissario Ricciardi, Portobello di Marco Bellocchio e Sicilia Express di Ficarra e Picone.Per la Miglior Colonna Sonora sono stati selezionati Fabio Massimo Capogrosso per Primavera, Moses Concas per La vita va così, e Stefano Bollani per Il Dio dell’amore.