Il mal di vivere, la nevrosi e l’ incapacità di sentirsi “in sintonia” con il mondo e con la realtà. Sono i mali che affliggono anche il nostro secolo, quelli che Italo Svevo raccontava nel primo ventennio del Novecento nel romanzo La Coscienza di Zeno. Una storia ironica e affascinante che Alessandro Haber fa rivivere al Teatro Quirino di Roma dal 20 al 25 gennaio con la regia di Paolo Valerio che ne cura l’adattamento con Monica Codena. In scena anche Alberto Fasoli, Valentina Violo, Stefano Scandaletti, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Caterina Benevoli, Stefania Ugomari Di Blas, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo.
Un romanzo psicanalitico, una scrittura innovativa, dominata dalla coinvolgente, complessa e attualissima figura di Zeno Cosini, che si sottopone alle cure dello psicanalista Dottor S cercando di risolvere il suo mal di vivere, intrecciando sorprendentemente quotidianità borghese a episodi surreali ricchi di humour e di verità che Haber sa interpretare con ironia e profondità.
“Zeno ci appartiene, racconta di noi, della nostra fragilità, della nostra ingannevole coscienza, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita – spiega Valerio -. Attraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale, ironica e talvolta bugiarda di Zeno, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono. Un immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra ‘esterno e interno’ nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore”.