Una mostra-evento per uno degli artisti che ha segnato in modo unico e innovativo la storia della musica italiana. E’ Franco Battiato. Un’altra vita, aperta fino al 26 aprile allo Spazio Extra del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma.
A cinque anni dalla scomparsa di uno dei protagonisti della cultura contemporanea, la mostra curata da Giorgio Calcara con Grazia Cristina Battiato, attraverso ricordi, materiali inediti e documenti rari, restituisce un ritratto intimo e stratificato dell’artista, raccontandone la capacità di continua reinvenzione, la resilienza e l’eredità culturale.
Ne emerge un viaggio intenso e immersivo che va oltre la musica e attraversa il tempo, esplorando ogni dimensione della sua ricerca. Cantautore, musicista, poeta, filosofo e intellettuale, Franco Battiato ha saputo attraversare generi e linguaggi diversi: dall’avanguardia al pop, dall’elettronica alla mistica. Ricercatore instancabile e progressista, ha trasformato profondamente la canzone italiana, unendo carisma, rigore culturale e un mistero inconfondibile.
La mostra ne racconta gli esordi negli anni Sessanta, il trasferimento a Milano e il debutto come cantautore pop, sostenuto da Giorgio Gaber. Le prime apparizioni televisive e le canzoni influenzate dal clima beat pongono le basi della sua futura originalità.
Negli anni Settanta, abbandona la canzone leggera per dedicarsi alla ricerca d’avanguardia ed elettronica, ispirata a figure come John Cage e Karlheinz Stockhausen. L’approdo al grande pubblico tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, con L’era del cinghiale bianco, fonde cultura alta, spiritualità ed elettronica accessibile, diventando un fenomeno di massa senza rinunciare alla profondità artistica. Firma brani memorabili per Alice, Milva e Giuni Russo e approfondisce il crescente interesse per la spiritualità, l’esoterismo e le filosofie orientali, influenzate dal pensiero di Gurdjieff e dal sufismo. Tornato a Milo, sull’Etna, conduce una vita appartata, dedicata alla meditazione, alla lettura, alla pittura e alla composizione: un ritorno alle origini vissuto come atto pienamente consapevole.