L’uomo che vive di parola, seduzione e menzogna, convinto di poter sfuggire per sempre alle conseguenze delle proprie azioni. E’ il protagonista di Falstaff – L’arte di farla franca, in scena dal 5 al 17 maggio al Teatro Quirino di Roma. A interpretare il testo liberamente ispirato a Le allegre comari di Windsor di Shakespeare e al Don Giovanni di Molière, scritto e diretto da Davide Sacco, è Emilio Solfrizzi con Giorgio Borghetti. Nel cast anche Matteo Mauriello, Ivan Olivieri, Claudia Ferri, Marika De Chiara, Cristiano Dessì.
Sir John Falstaff è un affabulatore instancabile, un seduttore fuori tempo massimo, un debitore cronico che ha trasformato l’inganno in stile di vita. Gestore di un locale sull’orlo del fallimento, ride della morale, dell’onore, del destino e perfino della morte, confidando nella propria capacità di “farla franca”. Attorno a lui si muove una galleria di personaggi grotteschi e realistici insieme: servi complici e traditori, creditori manipolabili, mariti ossessionati dal possesso e soprattutto due donne, Margaret e Alice, che incarnano l’intelligenza e la lucidità delle Comari di Shakespeare.
Tra comicità feroce e improvvise aperture poetiche, si assiste alla parabola di un uomo che ha sfidato la vita come un gioco, fino a scoprire che l’unica posta che non può essere vinta è il tempo. Una commedia sul potere della parola, sull’inganno come linguaggio del mondo e sull’illusione, tipicamente umana, di poter vivere senza mai pagare il prezzo delle proprie scelte. “Sotto la commedia c’è la paura. La paura del tempo che passa, della solitudine, del conto che prima o poi arriva – spiega il regista -. Il fantasma, la statua, la memoria del passato non sono elementi fantastici: sono la coscienza che bussa. E Falstaff, per una volta, ascolta”.