Si riaprono le aule del Tribunale di Trieste per Lunetta Savino che torna a indossare la toga della giudice Libera Orlando, oggi presidente della Sezione Penale. A due anni dalla prima serie, Rai 1 manda in onda da la seconda stagione che mette ancora più in luce la straordinaria forza d’animo della magistrata che non si piega e non si arrende. Ha perso una figlia, si ritrova a crescere una nipote e, al tempo stesso, svolge un lavoro complesso, che affronta con un’energia e una determinazione incredibili. La sua è una ricerca della verità che non conosce soste. Una donna contemporanea, fragile e determinata, capace di tenere insieme lavoro e vita personale, che agisce, sbaglia, rischia e continua a cercare la propria strada.
Se nella prima stagione era alla ricerca di una verità personale, legata alla scoperta delle ragioni della morte della figlia, in questo nuovo capitolo la dimensione diventa soprattutto giudiziaria: c’è un processo, ci sono accuse che non la convincono e Libera non è disposta ad arrendersi alle apparenze, né a fermarsi davanti a dubbi e sospetti. La verità richiede tempo e, spesso, la soluzione di un caso è molto meno scontata di quanto si possa immaginare.
A complicare le cose arriva a Trieste Cesare Scuderi (Gaetano Bruno), un magistrato palermitano che Libera conosce bene e con cui ha un conto in sospeso. Scuderi conduce un’indagine segreta che finisce per intrecciarsi con il caso seguito dalla giudice: per arrivare alla verità, i due saranno costretti a mettere da parte le vecchie ruggini e a collaborare.
Ritroviamo Pietro (Matteo Martari) trascinato in una storia d’amore complicata con Nina, testimone al processo per la morte della figlia di Libera costretta a mentire per le minacce ricevute. Porta avanti con la giudice un’indagine tutt’altro che priva di rischi nell’ importante processo per femminicidio che sconvolge la tranquilla città di Trieste.