“Racconto con tatto e ironia le peripezie che affronta un uomo che vuole davvero applicare, nella vita quotidiana, gli insegnamenti del Vangelo”. Così Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, presenta il suo nuovo film “… che Dio perdona a tutti” nelle sale dal 2 aprile. Ispirato al suo omonimo romanzo del 2018, l’ ha scritto con Michele Astori, diretto e interpretato al fianco degli attori siciliani Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Maurizio Marchetti, con Carlos Hipòlito e Domenico Centamore. Una commedia delicata, divertente, equilibrata e….golosa, che mescola spiritualità, comicità e critica sociale.
“All’inizio dicevo: non so se Dio esiste, ma so che esiste la ricotta – scherza Pif, presentando il film a Roma con il cast -. Ancora una volta torno a Palermo, per una storia che solo la Sicilia è in grado di illuminare – racconta -. Un film che racchiude tre mie grandi passioni, civili, sentimentali e culinarie: l’esempio morale di Papa Francesco, l’amore per la mia terra e, soprattutto, i suoi dolci”. E proprio come Papa Bergoglio fa esprime il pontefice che lo aiuterà a ‘redimersi’. Ha inserito nel film addirittura alcuni momenti del suo vero incontro con lui in Vaticano.
Sicilia, oggi. Arturo è un agente immobiliare che vive solo, sfiduciato, e coltiva un’unica, incrollabile passione: i dolci. La sua vita si illumina quando incontra quella che è, senza dubbio, la sua anima gemella. Flora è bella, divertente, gentile, brillante… ed è pure pasticciera. Tra loro nasce un amor travolgente. A dividerli, però, c’è una presenza invisibile ma potentissima: Dio. Flora è una cattolica fervente, mentre Arturo ha smesso di credere da bambino. Pur di non perdere la donna della sua vita, sceglie di fingersi credente e intraprende un percorso sentimentale e spirituale che lo porterà a confrontarsi con la fede e con la verità. Questa volta, però, non è solo: ad accompagnarlo c’è un complice davvero inatteso, il Papa, che gli appare mentre è colto da un picco glicemico dopo aver ingurgitato quintali di bignè.
“Cosa c’è di più rivoluzionario, ancora oggi, pure per un laico come me, della parola di Gesù Cristo? Attraverso la chiave della commedia romantica intendo mettere in scena le avventure sentimentali e religiose di un uomo alla ricerca della fede – commenta Pif-. Una battaglia quotidiana, fatta di grandi gesti e clamorose e ironiche cadute, dove l’unica consolazione è l’incontro quotidiano con il ‘vero amore’ del protagonista: i dolci, protagonisti silenziosi di questa epopea siciliana, fatta di romanticismo e ricerca di Dio, ispirata e guidata da un mentore d’eccezione: il Papa”.
Giusy Buscemi ha lavorato in un laboratorio per imparare i gesti da pasticcera. “Flora è una donna spirituale ma anche passionale – spiega -, capace di conquistare Arturo con i dolci ma anche pretendere da lui un impegno profondo sul piano della fede. Il personaggio invita a una riflessione sul rapporto tra opere concrete e semplice credenza religiosa”. Franceso Scianna interpreta Tommaso: “un uomo semplice, guidato da bisogni terreni, che si affianca alle inquietudini spirituali di Arturo”. Per Carlos Hipólito è il primo film italiano. Non ha imitato Papa Francesco, spiega, ma si è ispirato alla sua umanità, ironia e dolcezza.