“Sono un operaio della musica, un venditore ambulante di sentimenti”. Con questo spirito Sal Da Vinci, reduce dalla vittoria a Sanremo, si prepara a concorrere per l’Italia alla 70ª edizione del prestigioso Eurovision Song Contest. Tre appuntamenti in diretta da Vienna, condotti per l’Italia da Gabriele Corsi e Elettra Lamborghini, in onda su Rai 2, il 12 e 14 maggio e la finale su Rai 1 il 16 maggio, anche su Rai Radio2 e in diretta streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound, con Maria Sole Pollio inviata dietro le quinte. L’evento televisivo non sportivo più seguito al mondo, che unisce qualità, passione e competenza, condotto da Victoria Swarovski e Michael Ostrowski, vede 35 Paesi in gara alla Wiener Stadthalle.
Da Vinci porta sul palco il brano “Per sempre sì”, con il quale ha finora collezionato oltre 36 milioni di stream. Una carriera costruita tra musica, teatro e racconto popolare, con un’identità fortemente legata alla tradizione partenopea e alla canzone italiana. “Per me la musica non è una competizione, copre tutti i dolori del mondo – commenta Sal -, è un bagno di pace, porta unione, inclusione. E’ un miracolo salire su quel palco, mi tremano le gambe, sono emozionato e grato, ho una gran voglia di fare bene, canto per quelli che come me hanno cominciato dal basso. Sono cinquant’anni che mi esibisco, non sono più un ragazzino, non mi capiterà un’altra occasione così, la sogno di notte, ringrazio il pubblico che l’ha resa realtà”.
Il conduttore ‘veterano’ Corsi, che si definisce il Pivot della competizione, racconta:“Mi sono preparato scrupolosamente, racconteremo anche storie di italiani che vivono a Vienna. E’ un concorso canoro, anche se l’attualità ci spinge verso altro. Spero nasca il confronto tra le nazioni”. Al suo fianco avrà la spumeggiante Lamborghini, che spiega la sua attuale invasione del piccolo schermo: “Mi piace provare tutto, senza limiti e non voglio etichette”. E sottolinea di condividere pienamente il pensiero di Sal e Gabriele sul potere unificante della musica.
Anche le lingue delle canzoni riflettono un equilibrio tra identità e universalità: 21 canzoni su 35 hanno il testo in inglese, mentre il francese è stato scelto da Francia e Israele, che lo combina all’ebraico. Oltre all’Italia, Albania, Austria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Moldavia, Montenegro, Portogallo e Serbia canteranno nella loro lingua nazionale.