In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Casa Italia apre per la prima volta al pubblico a Milano, Livigno e Cortina d’Ampezzo, trasformandosi in un luogo di incontro e condivisione dedicato al racconto dell’Italia olimpica e dello sport. Spazio di accoglienza, la tradizionale casa degli atleti e fulcro delle celebrazioni sportive, offre al pubblico un percorso immersivo nel cuore dei Giochi che valorizza, sulla scena internazionale, il patrimonio culturale, artistico e umano del nostro Paese grazie all’arte, all’architettura, al design e al food.
Per questo appuntamento straordinario, il CONI ha scelto per Casa Italia Milano Cortina 2026 il tema MUSA, un omaggio al ruolo ispiratore che l’Italia esercitada secoli sull’immaginario e sulla cultura mondiale, un richiamo alla bellezza, alla storia e alla creatività che rendono l’Italia un punto di riferimento globale. E’ il punto di arrivo di un processo avviato nel 2016, che ha progressivamente trasformato Casa Italia da semplice Hospitality House a progetto culturale di rilievo internazionale, capace di raccontare la cultura italiana e il Sistema Paese attraverso le sue eccellenze artistiche, progettuali e valoriali. Uno spazio di rappresentanza in cui sport, arte, design e architettura possono dialogare in modo organico, una piattaforma culturale e istituzionale, complementare allo sport e proiettata in una dimensione internazionale.
Le tre sedi sono Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda Livigno e Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo. In tutte le sedi, l’ingresso è segnato da un portale rivestito in pannelli di alluminio riflettente, cui si affianca un lavoro di John Giorno, concepito come varco poetico e visivo. A Milano e Livigno è presentato We Gave a Party for the Gods and the Gods All Came (2026), un wall painting che restituisce la ricerca dell’artista sul linguaggio come esperienza visiva, poetica e spirituale, invitando alla libera interpretazione. A Cortina d’Ampezzo, l’opera Abbiamo dato una festa per gli Dei e tutti gli Dei sono venuti, è luogo di pluralità e condivisione, in cui l’arte si afferma come esperienza collettiva.
Già Pierre de Coubertin aveva concepito lo sport in stretta relazione con l’arte, riprendendo il modello dell’antica Grecia. Ancora oggi, le Cerimonie di Apertura Olimpica rappresentano una forma di arte performativa capace di trasmettere l’universalità del messaggio olimpico e alcuni dei più alti valori dall’umanità.