Quindici anni fa assistevamo rapiti al primo, rivoluzionario viaggio su Pandora, cuore pulsante dell’universo azzurro degli Avatar creato dal visionario, geniale James Cameron. I protagonisti erano allora giovani attori poco più che dodicenni, e ora, diventati adulti, sono sempre loro i protagonisti del terzo capitolo di questa affascinante, fantascientifica saga dei Na’vi, e ne hanno parlato con passione, venendo a presentare in Italia, a Milano, il film Avatar: Fuoco e Cenere, nelle sale italiane dal 17 dicembre.
Sam Worthington, Bailey Bass, Trinity Jo-Li Bliss, Jack Champion e il maturo, ‘cattivissimo’ Stephen Lang, hanno definito ‘un dono’ lavorare per un progetto pionieristico di così grande impatto. Cameron, hanno spiegato, stavolta ha puntato sul legame forte con la famiglia, su come si vive oggi in un mondo così complesso.
Una storia ricca di azione e sentimenti, che parla a tutti, a prescindere dall’estrazione sociale. “Viviamo nella precarietà, dobbiamo essere tutti connessi e promuovere l’amore reciproco per correggere le storture – hanno sottolineato all’unisono -. E’ importante capire che l’umanità ha bisogno di storie che illuminino il passato e il presente per aiutarci a vivere nel futuro”. Da non sottovalutare la forza delle donne: “guerriere fantastiche che ci inchiodano allo schermo”. “Abbiamo più cose in comune che differenze, il film ci ricorda quanto sia importante la solidarietà”.
La famiglia è il fil rouge che lega i tre capitoli di Avatar. “Le emozioni sono espresse in modo ancora più profondo, quello che abbiamo provato nel secondo capitolo lo abbiamo riversato nel terzo, il film ti entra nel cuore, nella testa, ti dice che in un mondo caratterizzato da guerre e distruzione è possibile superare il trauma”.
Le nuove tecnologie per le riprese, dicono convinti, non sono un ostacolo. “E’ un processo molto intimo, come indossare un trucco, noi attori siamo più liberi di esprimerci al meglio, senza essere distratti da luci e macchine da presa. Ti concentri sulla scena, pensi solo a recitare, a dare il meglio di te”.
Invitano i giovani ad andare al cinema. “E’ una vera esperienza coinvolgente, ti senti parte della storia ed è bello viverla tutti insieme, bisogna rivalutare i legami umani”.
Sono convinti che ci sia speranza per il nostro pianeta. “Ci vivono otto miliardi di persone, vogliamo sia pieno di amore, di luce, il nostro sogno è che si possa vivere tutti in armonia, che la terra possa continuare a fiorire”.