Da dove viene l’amore? Se sapessimo rispondere a questa domanda, avremmo svelato il mistero della vita. Stefania Rocca con Giovanni Crippa e Franca Penone, diretti da Piero Maccarinelli, ne esplorano le emozioni nel thriller psicologico L’amore non lo vede nessuno, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Grasso, che dopo il debutto estivo al Festival dei Due Mondi di Spoleto arriva al Teatro Quirino di Roma dal 3 all’ 8 febbraio per poi proseguire a Napoli e Brescia.
Tanti i temi di attualità: la perdita, l’identità, il desiderio di conoscersi attraverso gli occhi degli altri e la ricerca di qualcuno di cui potersi fidare. Un’indagine emotiva, un dramma vissuto dalla protagonista per la misteriosa morte della sorella in un incidente. Il racconto scava nel profondo nei personaggi, nei loro legami e nelle loro fragilità, facendo emergere il bisogno di essere amati, le dipendenze affettive e le ambiguità dei rapporti.
Silvia, la protagonista, incontra un uomo misterioso al funerale della sorella. Intuisce che tra loro sia esistito un legame profondo.
Decidono di rivedersi per provare a capire cosa sia realmente accaduto.
“E’ un gioco delle parti che cerca di sviscerare la verità – commenta Rocca -. Silvia si rende conto di non aver mai davvero conosciuto la sorella, cerca di reagire al lutto”.
“Ma fino a che punto siamo disposti a fidarci di uno sconosciuto? Fino a che punto possiamo svelare i nostri più intimi segreti e far conoscere le nostre profonde emozioni? – commenta Maccarinelli -. Silvia sempre più coinvolta in un crescendo di colpi di scena arriverà ad affrontare un groviglio di segreti, fra amori assoluti e giochi di potere. L’amore non lo vede nessuno è un testo potente, un’indagine spietata sul senso dell’esistenza che ci costringe davanti allo specchio con la parte più oscura di noi e ci interroga sulla necessità di perdonare e perdonarci”.