Una riflessione profonda sul rapporto tra realtà e finzione, sulla crisi del teatro e dell’identità. Invita a farla Cesare Bocci che calca il palcoscenico del Teatro Quirino di Roma dal 20 ottobre al 1 novembre, nel classico ma sempre attuale Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. Nella commedia, diretta da Guglielmo Ferro, recitano, tra gli altri Melania Giglio (la madre), Marta Gastini (la figliastra), Filippo Rusconi (il figlio), Laura Capitani (il giovinetto).
Interprete ideale del padre è Cesare Bocci, in grado di restituire la complessità del personaggio: una doppiezza sospesa tra razionalità e tormento, tra bisogno di verità e consapevolezza della finzione, configurandosi così come un vero e proprio portavoce del pensiero pirandelliano.
L’ambientazione assume un ruolo fondamentale perché rompe, fin da subito, l’illusione teatrale. Pirandello indica che la scena deve rappresentare il teatro “così com’è”, privo di finzione scenografica: Teatro come luogo reale, non come costruzione illusoria. L’obiettivo è far percepire allo spettatore, non uno spettacolo compiuto ma una prova in corso, aperta e vulnerabile, in cui qualcosa di imprevisto (l’irruzione dei sei personaggi) invade lo spazio concreto del palcoscenico. Il teatro si mostra senza maschera proprio mentre mette in discussione ogni maschera. Il palcoscenico reale diventa quindi lo spazio di scontro tra attori e personaggi, rendendo visibile la crisi del teatro e, insieme, quella dell’identità.
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