Dal 6 al 16 agosto Locarno tornerà a essere il cuore vibrante del grande cinema internazionale, accogliendo una programmazione ricca e variegata: dalle proposte più audaci e sperimentali al grande cinema popolare. I concorsi offriranno uno sguardo originale su nuove forme narrative, mentre sulla Piazza Grande si alterneranno storie umane intense e toccanti, illuminate dalla presenza di grandi star internazionali. Con la sua 78ª edizione, il Locarno Film Festival si conferma una vetrina aperta a tutti i linguaggi e immaginari del cinema contemporaneo, nelle tre competizioni principali e un totale di 99 prime mondiali. Il programma è affiancato da una ricca proposta di titoli nelle sezioni non competitive.
“I film della 78esima edizione rappresentano quanto di vivo, necessario e audace respira nel cinema contemporaneo, oggi- sottolinea il direttore artistico Giona A. Nazzaro -. Un cinema giocoso e pericoloso, che si assume molti rischi, ma anche un cinema che non dimentica di ridere e di irridere, e di interrogare la storia in tutti i suoi aspetti. Cinema necessario, dunque, da scoprire nel buio della sala cinematografica, per ritrovare il senso profondo del piacere e del senso di appartenere a una comunità. Film pensati per la sala cinematografica e per l’esperienza collettiva, davanti allo schermo. Il cinema, ancora una volta, è ora. Tutto in avanti”.
Tra i titoli italiani fuori concorso, dal cast stellare, Il Vangelo di Giuda, prodotto da Rai Cinema e sarà distribuito nele sale da Eagle Pictures, Scritto e diretto da Giulio Base con Giancarlo Giannini, Rupert Everett, Tomasz Kot, Paz Vega, Abel Ferrara, Vincenzo Galluzzo, Ada Roncone, con Darko Peric e John Savage. Liberamente tratto dai vangeli, indaga una delle figure più controverse della storia dell’umanità. Un film non solo sulla figura di Giuda, ma su ciò che rappresenta.
Un racconto che vuole dare voce a colui che da duemila anni viene identificato come l’emblema del traditore, con il tentativo di disinnescare la dicotomia tra il bene e il male, tra la fede e la colpa, tra l’amore e la condanna. Un film che rinuncia quasi del tutto ai dialoghi per dare spazio al flusso del racconto, in una voce che diviene liturgia, invocazione, talvolta bestemmia. Di tutti gli apostoli Giuda è l’unico a morire con Gesù. Lui che ha vissuto vendendo donne, muore vendendo un uomo.