“Il mondo non ha bisogno di perfezione, ha bisogno di verità”. E’ la frase chiave del film Un’AltraMe, nelle sale dal 5 novembre, prodotto da Eliseo Entertainment di Luca Barbareschi con Rai Cinema, diretto da Luca Brignone che l’ha scritto con Dora Albanese. Protagonisti Margot Sikabonyi e Andrea Bosca con, tra gli altri, Chiara Noschese, Paola Sambo, Ernesto Mahieux, Lucrezia Lante Della Rovere, accompagnati dalla suggestiva colonna sonora del musicista Antonio Fresa.
Un film intenso, che invita a riflettere sul danno di mostrarsi sui social diversi da quello che si è. Al centro della scena c’è una donna che si sdoppia per sopravvivere a uno sguardo che la ignora, e poi impara a rimettersi insieme. Anna è una ragazza di 30 anni che per superare le sue insicurezze crea sui social ‘LaBenni’, un avatar che incarna la versione di sé carismatica, disinvolta, perfetta, finendo per trascurare la realtà e le persone che ama. Proprio quando decide di liberarsene, LaBenni prende misteriosamente vita e inizia a interferire nella sua quotidianità, provocando situazioni imprevedibili, creando equivoci e mettendo a rischio le sue relazioni. Anna si troverà a confrontarsi con le proprie fragilità e ad affrontare le sue paure più profonde.
Attraverso il film gli autori cercano di far capire cosa accade quando siamo noi per primi a innamorarci della nostra proiezione artefatta, irreale, tanto da non poterne più fare a meno. “Di certo i social giocano un ruolo fondamentale nella accelerazione dei complessi estetici, e nel peggioramento della percezione di sé – spiegano Brignone e Albanese-. L’obiettivo è stato scrivere una storia che prevedesse l’esistenza ingombrante del mondo social, fino a esasperarne la convivenza con la vita vera. Mostrare cosa accade a una persona quando smette di essere il risultato costante della propria vita, del proprio destino per diventare altro da sé. Cosa succede quando a furia di costruirsi una versione perfetta si diventa invece profondamente imperfetti”.
Hanno ambientato la storia dentro un teatro: “il posto dove la finzione si dichiara tale fin dall’inizio. I social, invece, sembrano vita vera, e non lo sono mai del tutto – sottolineano -. Filo conduttore del film sono le prove del Cyrano de Bergerac, un uomo che si nasconde dietro le parole di un altro perché non crede di poter essere amato per come è fatto davvero, lo specchio perfetto della storia di Anna”.