Friday, May 25, 2018

Sanremo. Atto secondo

febbraio 7, 2018 di  
Filed under Novità, TV

Baglioni, voce in falsetto e secchio in mano, fa Il pozzo dei desideri di disneyana memoria. Michelle è una gorgheggiante Biancaneve, Favino il passerotto fischietta lì intorno. Ma che c’entra sto siparietto scamuffo con Sanremo? Volevano cominciare facendoci ridere…..Pensa un po’ che trovata!!!
Si apre tristemente così la seconda serata del festivalone, con quattro nuove proposte. Ma prima le solite istruzioni per l’uso del televoto, con Favino che, occhio strabicamente fisso sul gobbo  (qualcuno gli dica di abbassare lo sguardo altezza telecamera), elenca uno a uno i codici dei primi cantanti in gara. Lorenzo Baglioni spiega come usare “Il congiuntivo”, Giulia Casieri (unica voce notevole) si chiede rappando “come stai”, Mircoeilcane rassicura “stiamo tutti bene” con una triste chiacchierata di falettiana memoria sugli immigrati naufraghi che lo sbatte al quarto posto, in testa c’è Alice Caioli che discute  di “specchi rotti”. Nessuno lascia il segno. Domani ce ne saranno altri quattro.

Alle 21,30 comincia la vera kermesse, meno soporifera che nella prima puntata. Baglioni, sempre impalato dentro un abito ricamato sulle braccia (che però tira sul petto e gli fa difetto), riagguanta la scena finora in mano ai due conduttori. Con una sempre sciolta e brava Michelle e un Favino un po’ meno ingessato di ieri ma che ancora deva dare il meglio di sé. Francesco, il cantante delle Vibrazioni invoca “portami a casa”: suvvia accontentalo! L’attualissima “Senza appartenere” è dedicata alle femmine, dice la brava, elegantissima Nina Zilli. Primi ospiti i tre tenori del Volo, vincitori nel 2015, lugubri con coro, minacciano “nessun dorma”, poi rendono un doveroso omaggio al grande Sergio Endrigo che vinse Sanremo nel 1968, cinquant’anni fa.
Il traguardo del mezzo secolo di conduzione festivaliera spetta al mitico Pippo Baudo, che nostalgicamente ricorda gli eventi storici in sua presenza e inneggia alla vita perché, spiega,  “l’alternativa non la voglio proprio provare!”.

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