Un universo di segni, simboli industriali, immagini sovrapposte e interventi pittorici racconta una delle stagioni più significative della ricerca artistica di Mimmo Rotella, nato a Catanzaro nel 1918 e scomparso a Milano nel 2006, tra i protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. La Galleria Diaz14 di Como ospita fino al 22 gennaio 2027 (da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19) la mostra a lui dedicata, a cura di Francesco Murano e Marcello Sèstito.
Protagonista dell’esposizioneè I luoghi dell’industria, la monumentale sovrapittura di 3,80 metri per lato realizzata da Rotella nel 1988 a Spinetta Marengo, nei pressi di Alessandria, e recentemente restaurata da Giorgia Giacobbi e Maria Elisa Lombardi, sotto la direzione di Mariella Gnani.
Accanto all’opera originale i bozzetti preparatori, le stampe dei provini fotografici che documentano l’artista durante la sua realizzazione e i materiali documentari che permettono di ricostruirne la storia. Un percorso che offre al visitatore l’opportunità di osservare anche il processo creativo attraverso cui Rotella trasformava immagini, materiali e segni della realtà quotidiana in un nuovo linguaggio artistico.
L’opera nasce dall’incontro tra arte e industria, da un intervento destinato all’ingresso di uno stabilimento chimico del gruppo Montefluos-Montedison e installato in occasione dell’impegno, sottoscritto da scienziati e ricercatori di fama internazionale, a non svolgere ricerche di chimica a scopo bellico. Ne scaturì una composizione nella quale ruote, ingranaggi, ciminiere, strumenti di lavoro, simboli della chimica e segni grafici si intrecciano in un racconto visivo della trasformazione industriale. Un’immagine complessa, nella quale il gesto artistico dialoga con i processi produttivi, la materia e il lavoro umano.