Nei cinema il pre-panettone con il Boldi Team in attesa di De Sica

Un napoletano onesto che paga e fa pagare le tasse. Già questo basterebbe a far ridere. Se poi scateni l’integerrimo capitano della Finanza, Biagio Izzo, a caccia del superevasore del Nord, Massimo Boldi, della sua furba e snob consorte, Paola Minaccioni e del loro squinternato socio, Massimo Ceccherini, gli affianchi la variopinta moglie del finanziere, Anna Maria Barbera, sempre in lite estrema con l’italiano e intrecci le loro storie con quelle del tassista Enzo Salvi emigrato a Parigi con la consorte a caccia di gravidanza, il gioco è fatto.

 Nasce un film “d’evasione”, come proprio Izzo definisce Matrimonio a Parigi, diretto da Claudio Risi e prodotto da Medusa (costo 5 milioni di euro) che lo distribuirà in più di 500 sale dal 21 ottobre. Il solito cast ma meno “sboccato” del solito, con l’aggiunta della “casta”
presenza dell’ex pornodivo Rocco Siffredi, per la prima volta in abbondanti panni, di un affermato stilista gay. S’incontrano in treno, diretti a Parigi dove i rispettivi figli studiano arte.

Il televenditore Boldi, ignaro del mestiere del compagno di viaggio, gli svela i segreti dei suoi paradisi fiscali. Da quel momento il finanziere non gli darà più trega, finché i rispettivi figli non s’ innamoreranno e si troverà una tregua. Inutile storcere la bocca di fronte a una commedia che non nasconde di essere la solita operazione commerciale. Ma onesta, rispetto a certe commedie presuntuose e malriuscite che s’invento di essere “sperimentali” per giustificare il fatto che non fanno proprio ridere, malgrado i cast stellari.

Questo filmetto invece non deluderà il suo affezionato pubblico, quello che attende con ansia i cinepanettoni e ha comunque diritto a trovare in sala qualcosa che gli alleggerisca la vita, dura per tutti, nel modo che lo fa divertire. Per i cinefili non manca altra merce. «Con gli incassi delle commedie si possono fare altri film per accontentare i gusti di tutti» conferma Giampaolo Letta boss di Medusa, gongolante per il successo in sala del costosissimo film internazionale di Sorrentino con Sean Penn.

L’unica nota spiazzante per il pubblico potrebbe essere questa uscita anticipata rispetto agli anni passati, che però è un’altra mossa intelligente di Medusa che, in tempo di crisi, ha studiato le varie uscite di film dei mesi a venire, evitando quindi di intasare le sale in tempi natalizi, mettendo contro prodotti simili costretti a spartirsi il bottino del botteghino. Il film di Boldi quindi viaggia da solo, e dunque spera in lauti incassi.

L’inserimento dei due giovani sceneggiatori Gianluca Bomprezzi e Edoardo Falcone (per Boldi i nuovi “Castellano e Pipolo” della commedia all’italiana), ha sicuramente aggiustato il tiro sul “bon ton”. Meno parolacce e niente rumori corporei, battute sempre prevedibili ma efficaci, buon ritmo, belle ambientazioni. Che poi si ricorra a escamotage come far recitare in una breve scena del film uno degli sponsor in persona, in tempi di grossa crisi, fa parte del gioco e forse alleggerisce un po’ il conto ai produttori.

Un bravissime alle donne: Barbera, che ha infarcito delle sue gustose battute sgrammaticate il suo ruolo e Minaccioni, inappuntabile snob
milanese che richiama alla mente la strepitosa Franca Valeri. Dentro le righe persino Ceccherini che, però, si rammarica: «L’anno scorso c’era nel film la Canalis e dovevo farmi le vecchie. Qui c’è la Fico che fa mia sorella. Come se non bastasse – scherza – mi fanno pure ingroppare da Siffredi, che vale per due, ragazzi».

Per Boldi il film ha una sua morale: «Che l’amore vince anche sulle tasse – dice -, che comunque vanno sempre pagate!».