Dal fenomeno Montalbano in poi, si sono moltiplicati i poliziotti, uomini e donne, che si alternano sul piccolo schermo. Ora mamma Rai spedisce Claudio Bisio al servizio della legge nei panni di Uno sbirro in Appennino, in onda in quattro puntate dal 9 aprile in prima serata su Rai 1 (e dal 7 aprile i primi due episodi, su Rai Play). Nella seriecreata da Fabio Bonifacci, prodotta da Picomedia con Rai Fiction e la regia di Renato De Maria, affiancano Bisio, Valentina Lodovini, Chiara Celotto, Elisa Di Eusanio, Michele Savoia.
Una serie poliziesca che intreccia mistero, dramma e commedia, ambientata nel suggestivo scenario di Muntagò, un paese immaginario, con le sue tradizioni, l’anima popolare e lo spopolamento. Il tutto accompagnato dalle musiche country-western di Pivio e Aldo De Scalzi.
Dopo aver risolto brillantemente un caso in modi non proprio ortodossi, il commissario Vasco Benassi viene trasferito nel suo paesino d’origine nell’Appennino Bolognese. Il trasferimento sarà l’occasione per affrontare dolorose ferite, recuperare vecchi rapporti e approfondirne di nuovi, mentre si destreggia abilmente tra i casi di omicidio che, in alcune occasioni, lo metteranno anche di fronte a scelte etiche.
“Vasco è naif, un pezzo di pane, mi somiglia tanto nel carattere guascone– confessa Bisio presentando la serie in Rai con il cast -. Intorno a lui ci sono mistero, sui casi da risolvere, e comica tenerezza nel modo in cui affronta le relazioni, soprattutto con le donne, verso le quali tende al maschilismo”. E’ paterno con Amaranta, la sua giovane e lunatica collega (Celotto), rispolvera i sentimenti provati in passato per la sindaca (Lodovini) che essendo stata ferita ha paura di chiudere gli occhi e buttarsi.
A tenere insieme il gruppo c’è l’ispettrice Gaetana, la ruvida cugina di Vasco (Di Eusanio) e il pugliese Fosco (Savoia): “E’ il comico del quartetto, una sorta di topo d’ufficio depresso, con attacchi di panico” si descrive l’attore.
“Ho cercato di sfruttare e possibilmente ampliare le doti di attore empatico, sincero, emotivo, imprevedibile e un po’ folle di Bisio per ridefinire in chiave pop una figura atipica di poliziotto – spiega De Maria -. E’ una serie ‘alla nostra maniera’ che include diversi generi: il poliziesco, il comico, la storia d’amore, la saga familiare. L’Appennino è un territorio ricco di storia e miracolosamente intatto. La civiltà lo ha graziato scegliendo di devastare le pianure. La mia regia ha cercato di rispettare allo stesso modo lo sbirro e l’Appennino, l’uomo e lo scenario naturale”.