Un primo passo concreto per la tutela dei doppiatori lo ha fatto Luca Ward che, per difendersi dalle mistificazioni dell’Intelligenza Artificiale ha brevettato la propria voce. “Purtroppo le istituzioni non ci tutelano – si lamenta l’attore -. Il singolo sente che la propria arte è minacciata dall’Intelligenza Artificiale. Mancando delle leggi a nostra protezione, l’unico modo è muoversi in autonomia. Per questo ho scelto di brevettare la mia voce. Ho preso ispirazione dal modello americano, da quello che stanno facendo molti attori a Hollywood. Ci sono leggi internazionali che lo consentono. Dobbiamo dare un segnale forte per difenderci, non solo nel nostro settore, ma in moltissime altre professioni”
Ward ha dunque depositato ufficialmente il marchio sonoro della propria voce. L’attore e doppiatore è tra i primi in Italia ad adottare una strategia giuridica avanzata di questo tipo, per proteggersi dall’uso illecito messo in scena dagli algoritmi. Il futuro, quindi, potrebbe essere brevettare la propria voce, contro l’appropriazione illegale della propria arte. Condivide l’idea Daniele Giuliani, presidente di ANAD, l’Associazione Nazionale degli Attori Doppiatori che in Italia è impegnata attivamente per far fronte ai rischi dell’uso non regolamentato dell’IA che, in un campo artistico come quello del doppiaggio, sono sempre più crescenti. “Un passo verso il futuro: è fondamentale che vengano create delle leggi per regolamentare l’uso del’IA – puntualizza Giuliani -. Ho saputo da Luca di questa sua iniziativa e rappresenta un primo passo concreto, molto interessante, per tutti noi che lavoriamo con la voce. Sono convinto che servano comunque leggi chiare. Come detto dagli stessi fondatori delle più grandi aziende tech del mondo, se non regolamentata a dovere diventerà un problema insormontabile”.