Curioso che a breve distanza l’una dall’altra escano due opere a soggetto simile, quella del maestro Romero, La terra dei morti viventi, e quella degli allievi, Undead dei fratelli Spierig, pellicola australiana di fattura casareccia, come i suoi protagonisti del resto. Siamo a Berkeley, un tranquillo (fino ad oggi) villaggio di pescatori in Australia, in un giorno come gli altri in cui la bella Rene (Felicity Mason, nella foto) sta ipotecando la fattoria di famiglia per pagare i debiti e il piacente Wayne è in giro a caccia di facili prede femminili. D’un tratto meteoriti ed extraterrestri dal cielo e morti viventi dalla terra arrivano a turbare la quiete di quel piccolo paese di provincia. Mentre l’infezione zombie si diffonde a suon di morsi, come zio Romero insegna, Rene trova rifugio in una fattoria dove incontra altri quattro disperati sopravvissuti e un pescatore armato di triplo fucile a canne mozze, che non sembra aver fatto altro nella vita che cacciare zombie.

I toni del film rasentano troppo spesso l’assurdo in una sequela di eccessi ricercati e voli di fantasia al di là anche della semplice parodia. I fratelli Spierig, una coppia di Robert Rodriguez che con il loro PC di casa hanno montato, colorato e arricchito di effetti digitali questo film, hanno preso in prestito dal cinema di genere tutto quello che poteva servire allo scopo: gli zombie da Romero (e purtroppo solo quelli), l’invasione aliena a tinte splatter dal Bad Taste di Peter Jackson, e i toni parodistici dalle varie “case” e affini. Il pescatore superuomo ricorda subito quell’ “elettricista avventuriero” de La casa di Helen di Ethan Wiley che tirava fuori una sciabola dalla cassetta degli attrezzi, e gli zombie che si rialzano a scatti come i pupazzi del Luna Park ricordano tanto quei movimenti fumettistici dei mostri delle case 1, 2, 3, ecc. Eppure Undead è piaciuto sia in Australia che all’estero, e ha vinto qualche premio in Festival evidentemente interessati più all’indipendenza, sia produttiva che tematica, che all’oggettiva qualità artistica del prodotto. Onore al merito ai due ragazzi che hanno scritto, prodotto, diretto e montato un film che rimane tuttavia un prodotto senza suspence o tensione alcuna. Magari quando ci sarà un programma per PC che scriva sceneggiature avvincenti…

di Alessio Sperati