Questa estate cinematografica così avara di buone novità ci regala dal 18 giugno un piccolo gioiello: Teneramente folle (Infinitely Polar Bear), storia autobiografica della neo regista Maya Forbes, ambientata nella Boston degli anni ’70, con un ottimo Mark Ruffalo, Zoe Saldana e due strepitose adolescenti, Imogene Wolodarsky e Ashley Audferheide.

Una storia divertente e commovente su come genitori e figli possano a volte salvarsi a vicenda. Ruffalo è un padre fuori da ogni schema. Geniale e strampalato è vittima di un disturbo bipolare che gli provoca profonde crisi depressive impedendogli di costruirsi una vita normale. Rampollo di una ricca famiglia che gli passa lo stretto necessario per sopravvivere, dopo un ricovero per gravi disturbi neurologici, cerca di riconquistare la moglie, trasferitasi per lavoro a New York, accettando di occuparsi a tempo pieno delle due giovani figlie, che però non gli renderanno la vita facile.

Per il suo debutto dietro la macchina da presa la Forbes ha scritto una sceneggiatura basata sulla sua infanzia difficile, che implose quando aveva sei anni. La racconta con lucidità e tenerezza, senza facili sdolcinature, in un film divertente e triste, autentico e pieno di calore, che ci mette in connessione con la nostra umanità, che ha già conquisto il pubblico dei festival Sundance, Toronto e Torino. Un film sull’amore e sulle scelte difficili che le persone devono prendere ogni giorno, sugli effetti della malattia mentale su una famiglia come tante.

L’idea di dirigerlo, racconta l’autrice, all’inizio la spaventava ma, come ama ripetere alle sue due figlie, bisogna affrontare i rischi creativi, essere coraggiosi, perché si può fallire solo se non ci si prova. Lei ci ha provato, e ce l’ha fatta.