Farsi guidare dall’amore per la musica e non dalla voglia di successo. E’ il consiglio dei giudici per le potenziali future star della canzone che parteciperanno a X Factor 2026. Dagiovedì 10 settembre, su Sky, in streaming su NOW, e in chiaro dal 15 settembre tutti i martedì su TV8 e dal 16 settembre tutti i mercoledì su Cielo, prenderà vita la lunga, intensissima fase di selezione che porterà alla definizione dei 12 protagonisti assoluti di questa ventesima stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle, che si sfideranno settimana dopo settimana sul palco dei Live Show dell’Allianz Cloud di Milano. Sei puntate di selezioni: le Auditions, divise in tre episodi; a seguire le due serate di Bootcamp; quindi, lo step più importante, quello decisivo, le Last Call che formeranno i terzetti ufficiali.
Anche quest’anno la selezione dei protagonisti assoluti sarà guidata da Giorgia, con al tavolo Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi, affiancati da Irama, al suo debutto assoluto in giuria. A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara. Un percorso lunghissimo, denso di emozioni e ricchissimo di spunti preziosi, sia per i giudici sia, soprattutto, per i cantanti, che dovranno conquistare almeno tre sì per accedere alla fase successiva. Tutti saranno in bilico fino all’ultimo momento, e per ogni artista ci saranno solo due possibilità: o dentro o fuori. Giovedì 3 dicembre si celebrerà la grande finale, che quest’anno torna a Milano, nel tempio della musica italiana dal vivo, l’Unipol Forum di Assago.
“I concorrenti arrivano molto determinati, ansiosi, ma col coraggio di provarci, sperando di farne un mestiere” racconta Giorgia. “Fare il giudice è una grande resposabilità – ammette Gabbani – speriamo di aiutarli a essere costruttivi, a governare il loro talento. Non devono fare musica per diventare famosi, ma diventarlo perché hanno vera passione”.”E’ uno show imprevedibile – sottolinea Jake La Furia -, per molti è l’occasione della vita, non devono soffrire ma divertirsi”. “La musica è sfaccettata, ognuno deve scegliere il proprio stile – dice Paola Iezzi – devono arrivare preparati e guidati dall’amore per questo mestiere”. “Mi hanno accolto come una grande famiglia – confessa Irama -. Ogni percorso è diverso, esistono tanti modi di fare musica, tanti stili, ognuno deve seguire la propria strada, dire qualcosa di vero, raccontare la propria vita”.
Quest’anno si sono iscritte persone di ogni età, tra i 16 e i 70 anni, che vivono anche all’estero: tutti i generi sono rappresentati, e non mancano proposte più sperimentali e mai scontate. Ai giudici il compito di individuare in ognuno di loro il percorso più congeniale e il fattore x più potente.