Torna la magia della Terra di Mezzo, e tutto il resto scompare

Lo Hobbit fa paura al cinema italiano. Lo temono gli autori di cinepanettoni Pieraccioni e Brizzi che per le feste devono contendere i sempre più magri incassi al botteghino al kolossal del premio Oscar Peter Jackson, già approdato nelle nostre sale. E, spiacenti per loro ma, in quanto a fantasia, fantastiche scenografie, attori superstar, superbi effetti speciali, il secondo film della trilogia (prequel del romanzo capolavoro di Tolkien Il Signore degli anelli) ancora più thriller del primo capitolo, non teme alcun confronto con le stantie commediole di casa nostra.

Jackson stavolta strizza l’occhio alle donne, creando l’ affascinante guerriera elfa Tauriel (Evangeline Lilly di Lost) che s’innamora di un bel tenebroso Nano. Farà coppia con l’arciere elfo Legolas (Orlando Bloom) che non compare nel libro ma che movimenta non poco le prime due ore del film, combattendo i terribili Orchi assassini che tentano di arrestare con ogni mezzo la marcia dei Nani verso la riconquista della loro terra. Nella mezz’ora seguente si risveglia il mastodontico drago sputafuoco Smaug, (creato in modo assai realistico con la tecnica del motion-capture che consente di farlo interagire con gli attori)su cui si era chiuso il primo capitolo della trilogia, conquistatore di Erebor, il regno dei Nani e custode dell’ immensa cassaforte sotterranea, talmente zeppa di monete e oggetti d’oro da far impallidire anche un magnate come zio Paperone.

Bilbo Baggins, dopo l’estenuante viaggio con il Mago Gandalf e i tredici Nani, guidati da Thorin Scudodiquercia, sfuggiti a mille insidie, a sciami di ragni giganti e a un’epica battaglia per la riconquista della Montagna Solitaria, metterà a dura prova il proprio coraggio calandosi nel sottosuolo per strappare al furbo e malefico drago la speciale pietra preziosa che riconsegnerà ai Nani il perduto regno di Erebor. Ma per sapere come finirà bisognerà attendere il terzo atto.

I tre film diretti da Jackson narrano la storia ambientata nella Terra di Mezzo, 60 anni prima di “Il Signore degli Anelli”. Una trilogia campione d’incassi culminata con la vittoria dell’Oscar® di, “Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re”. Ian McKellen riprende il ruolo di Gandalf il Grigio, con Martin Freeman nel panni di Bilbo Baggins e Richard Armitage in quello di Thorin Scudodiquercia. Il cast internazionale è guidato da Benedict Cumberbatch, con Lee Pace, Luke Evans, Ken Stott, James Nesbitt.