In tempo di nuove migrazioni di massa, di altre identità frantumate, un prezioso cofanetto con quattro Dvd, distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, riporta sotto i riflettori la Diaspora. Un dettagliato, avvincente racconto, dall’ emblematico sottotitolo Ogni fine è un inizio, scritto, diretto e prodotto da Luigi Monardo Faccini e Marina Piperno, che ne è anche l’ interprete  e che ripercorre la storia della sua famiglia. Un lavoro minuzioso e imponente che in quattro ore racchiude cento ore di materiale girato in bianco e nero in tre anni di riprese con minicamera digitale, tablet, telefonini, tra Italia, Stati Uniti, Israele, che a settembre sarà presentato al Festival di Barcellona.

Una saga che parte dalle leggi razziali promulgate dal regime fascista nel ’38 e arriva all’oggi, con il ricongiungimento ai cugini americani, israeliani e europei, anziani e di terza generazione, rintracciati e riuniti per ricostruire legami e vicende mai dimenticati, tra foto d’epoca, racconti, vecchi e commoventi filmini familiari, alla riconquista di una più solida identità ebraica, ma in ascolto col mondo e con la libertà di conviverci.
L’inossidabile coppia nella vita e nel lavoro, è partita da Auschwitz con le foto dei parenti di Marina scomparsi e non, per cercare di ricostruire ciò che restava di chi si è perduto per strada, di chi non ce l’ha fatta, di chi è arrivato al potere. Un viaggio e un racconto che parte da Pitigliano e vola a New York, Lower East Side, per poi atterrare sul deserto del Negev, tornare al Ghetto di Roma, e toccare tante propaggini di orienti e occidenti diffusi.

“Sugli ebrei ci sono sempre i soliti pregiudizi, si sa poco, non c’è un vero dibattito” spiegano gli autori. In Italia sono 25 mila, 6 milioni negli Stati uniti, altrettanti in Israele, 4 milioni sono sparsi nel mondo. Frugando nella memoria e nei documenti delle famiglie dei suoi parenti, Marina mescola passato e presente, facendo emergere la tenace resilienza ebraica e la sua infinita varietà identitaria. Con lo sguardo di cinema, Luigi regala un racconto lungo oltre un secolo, contenuto nella vicenda personale della sua compagna. Uno spicchio di storia e di mondo in cui non si può non ritrovare qualcosa che riguarda tutti da vicino.