{"id":36198,"date":"2026-10-11T14:42:08","date_gmt":"2026-10-11T12:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=36198"},"modified":"2026-10-11T14:43:25","modified_gmt":"2026-10-11T12:43:25","slug":"isommersieisalvati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/","title":{"rendered":"I sommersi e i salvati"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Primo Levi, Einaudi 1986<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019aprile del 1986, quando Einaudi mand\u00f2 in libreria\u00a0<em>I sommersi e i salvati<\/em>, <strong>Primo Levi<\/strong> aveva sessantasei anni e un\u2019opera gi\u00e0 compiuta. Era l\u2019autore di\u00a0<em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, rifiutato nel 1947 da Einaudi e poi pubblicato da una piccola casa editrice con tremila copie, e della\u00a0<em>Tregua<\/em>, del\u00a0<em>Sistema periodico<\/em>, della\u00a0<em>Chiave a stella<\/em>. Aveva insomma consegnato al secolo la testimonianza pi\u00f9 limpida sull\u2019universo concentrazionario, e nulla lasciava credere che sentisse il bisogno di tornarvi. Eppure l\u2019ultimo libro non \u00e8 un\u2019appendice n\u00e9 un congedo sentimentale. \u00c8 piuttosto una resa dei conti con se stesso e con la propria memoria, il tentativo di un chimico di sottoporre a titolazione il residuo ultimo di quarant\u2019anni di silenzi, domande ricevute, equivoci, rimorsi. Lo scrittore che aveva narrato il Lager con la pacatezza di un referto si fa ora saggista, e interroga non pi\u00f9 i fatti, ma ci\u00f2 che i fatti hanno provocato agli uomini che li hanno vissuti e a quelli che li hanno ereditati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"381\" height=\"600\" data-attachment-id=\"36200\" data-permalink=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/i-sommersi-e-i-salvati\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?fit=381%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"381,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"I sommersi e i salvati\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?fit=381%2C600&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?resize=381%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-36200\" style=\"width:415px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?w=381&amp;ssl=1 381w, https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/I-sommersi-e-i-salvati.jpg?resize=191%2C300&amp;ssl=1 191w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo \u00e8 una citazione di s\u00e9. Gi\u00e0 in\u00a0<em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>\u00a0Levi aveva distinto, nell\u2019economia crudele del campo, l\u2019uomo che sale e l\u2019uomo che scivola, i salvati e i sommersi, con una lapidariet\u00e0 che ha qualcosa della sentenza biblica. Qui la formula viene rimessa in discussione, quasi riaperta come un processo. I sommersi sono i musulmani, come il gergo del campo chiamava i prigionieri ridotti a scheletro e a sguardo spento, e sono i testimoni integrali, coloro che hanno toccato il fondo e non hanno potuto risalire per raccontarlo. Noi sopravvissuti, scrive Levi con una franchezza che ancora oggi spiazza, siamo una minoranza anomala perch\u00e9 abbiamo tutti, per prevaricazione, abilit\u00e0 o fortuna, non toccato il fondo. Chi lo ha toccato non \u00e8 tornato, o \u00e8 tornato muto. Ne discende un paradosso che regge l\u2019intero libro: chi parla, parla sempre al posto di qualcun altro, per delega, e la sua testimonianza, per quanto lucida, \u00e8 dunque per costituzione incompleta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura \u00e8 quella di un trittico di saggi su un tema unico, disposto in otto capitoli dal tono variamente argomentativo, polemico, aneddotico. Si apre con la memoria dell\u2019offesa, capitolo in cui Levi, formatosi alla scuola del dubbio sperimentale, applica al ricordo il medesimo rigore che avrebbe riservato a un reagente sospetto. La memoria, avverte, \u00e8 uno strumento meraviglioso ma fallace; i ricordi, evocati troppo spesso e raccontati sempre nella stessa forma, tendono a cristallizzarsi in uno stereotipo collaudato, a sostituirsi alla scena originaria come una fotografia che finisce per cancellare il volto che ritraeva. N\u00e9 la memoria dei carnefici fa meglio. Quella, anzi, si dota di meccanismi di falsificazione deliberata, di rimozioni convenienti, di una menzogna che a forza di essere ripetuta diventa sincera. Il richiamo a <strong>Orwell<\/strong> \u00e8 implicito e potente: chi controlla il passato controlla il futuro, e il Terzo Reich aveva fatto del dominio sulla memoria, sulla distruzione dei documenti, sull\u2019occultamento dei cadaveri, sul linguaggio stesso, un\u2019arma non meno efficace del gas.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore del libro, e il suo contributo pi\u00f9 duraturo al pensiero del Novecento, \u00e8 per\u00f2 il secondo capitolo, quello sulla <strong>zona grigia<\/strong>. Levi vi rifiuta con decisione la tentazione, diffusa soprattutto nel cinema e nella letteratura popolare, di dividere il mondo del Lager in due campi nitidi: da una parte i buoni, vittime innocenti, dall\u2019altra i cattivi, persecutori inumani. L\u2019ambiguit\u00e0 del male, sostiene, \u00e8 pi\u00f9 capillare e pi\u00f9 scomoda. Il sistema nazista non si accontentava di uccidere le sue vittime: voleva corromperle, coinvolgerle, farne complici delle proprie procedure. Di qui l\u2019invenzione dei Kapo, dei funzionari prigionieri, dei privilegiati che per un supplemento di zuppa e un letto meno scomodo esercitavano sui compagni una violenza spesso pi\u00f9 feroce di quella delle SS. Non si tratta, ammonisce Levi, di assolverli, si tratta di comprenderli, e di sospendere il giudizio sul presupposto che nessuno di noi pu\u00f2 sapere come si sarebbe comportato in quella condizione, sotto quella pressione, con quella fame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esempio pi\u00f9 spietato \u00e8 quello dei Sonderkommando, le squadre di prigionieri addette ai forni crematori, che accompagnavano i propri simili nelle camere a gas e ne smaltivano i corpi, per poi essere eliminati a loro volta dopo pochi mesi e sostituiti da nuovi arrivati. <strong>Levi vi vede il crimine pi\u00f9 demoniaco del nazionalsocialismo, il tentativo di scaricare su altri, in particolare sulle vittime stesse, il peso dell\u2019atrocit\u00e0, in modo che a loro consolazione non restasse nemmeno il sentimento della propria innocenza<\/strong>. E tuttavia, anche qui, il suo sguardo rifiuta il verdetto. \u00abNessuno \u00e8 autorizzato a giudicarli\u00bb, scrive, perch\u00e9 solo chi ha vissuto quella condizione, e non pu\u00f2 raccontarla, potrebbe farlo. Accanto a questa figura tragica Levi colloca quella grottesca e inquietante di Chaim Rumkowski, il presidente del ghetto di L\u00f3d\u017a, ebreo egli stesso, che amministrava la propria comunit\u00e0 con un\u2019autorit\u00e0 da sovrano e una vanit\u00e0 da funzionario, battendo moneta con il proprio volto, tenendo discorsi, firmando le liste per le deportazioni nell\u2019illusione di salvare almeno qualcuno. Rumkowski \u00e8 per Levi uno specchio deformante in cui ognuno \u00e8 tentato di non riconoscersi, perch\u00e9 il potere, anche quello minuscolo, anche quello concesso dal carnefice, seduce e corrompe, e perch\u00e9 l\u2019uomo che lo esercita finisce per credere che esso gli appartenga davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 in queste pagine una qualit\u00e0 di scrittura che sarebbe riduttivo chiamare sobriet\u00e0. Levi ha l\u2019abitudine, ereditata dal laboratorio, di nominare le cose con il vocabolo esatto e di evitare l\u2019aggettivo che gonfia e l\u2019avverbio che commenta. Ma sotto questa superficie levigata corre una tensione morale che non si placa mai. La sua prosa ricorda la tradizione illuminista italiana, il <strong>Beccaria<\/strong> che ragiona di pene e delitti con la freddezza della ragione, e insieme una consuetudine con <strong>Dante<\/strong> che affiora in ogni sua riga, come nel celebre canto di Ulisse che illumin\u00f2, in\u00a0<em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, il crepuscolo di una giornata di fatica. Qui la\u00a0<em>Commedia<\/em>\u00a0non compare come ornamento, ma come grammatica morale; la zona grigia ha qualcosa degli ignavi, di quegli spiriti che il poeta relega nell\u2019anticamera dell\u2019inferno, n\u00e9 fedeli n\u00e9 ribelli. Soltanto che l\u2019ignavia, nel Lager, non \u00e8 una scelta, \u00e8 l\u2019unico spazio che il sistema lascia, ed \u00e8 per questo che Levi, a differenza di Dante, non si sente di condannare nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitolo sulla vergogna \u00e8 forse il pi\u00f9 sconcertante, perch\u00e9 sposta il baricentro dall\u2019accusa alla colpa. Perch\u00e9 i sopravvissuti, cos\u00ec spesso, provano vergogna? Levi risponde con un\u2019analisi che sfiora il paradosso. La vergogna di chi \u00e8 rimasto vivo e ha la sensazione, irrazionale ma tenace, di aver occupato il posto di un altro, di essersi salvato a suo discapito. Ciascuno \u00e8 stato il Caino del proprio vicino, il pensiero attraversa il testo come un sussurro e anche se nessun giudice lo rimprovererebbe, il rimorso non ascolta i giudici. La citazione dalla chiusa del\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/il-processo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Processo<\/a><\/em>\u00a0di <strong>Kafka<\/strong>, quella vergogna che gli sarebbe sopravvissuta, funziona in questo senso come una chiave di lettura. Levi, che di Kafka era stato traduttore, riconosce nel suo universo burocratico e incomprensibile l\u2019anticipazione di una condizione che egli stesso ha attraversato, in cui l\u2019innocenza non basta a proteggere dall\u2019espiazione. E c\u2019\u00e8, in queste pagine, un\u2019altra vergogna ancora, pi\u00f9 diffusa e pi\u00f9 sottile, quella di appartenere alla specie umana; l\u2019orrore di scoprire che l\u2019uomo \u00e8 capace di tutto, e che il tutto non \u00e8 un\u2019eccezione ma una possibilit\u00e0 permanente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguono capitoli di taglio pi\u00f9 saggistico, che ampliano lo sguardo dal mondo del campo al mondo che lo circonda. In &#8220;Comunicare&#8221; Levi racconta l\u2019esperienza babelica dell\u2019arrivo ad Auschwitz, dove non capire gli ordini equivaleva a una condanna: il tedesco urlato, il polacco, lo yiddish, le lingue sovrapposte in un frastuono che negava a ogni voce il valore di un messaggio. Il linguaggio, che per un uomo di lettere \u00e8 l\u2019ultimo rifugio, viene qui degradato a strumento di dominio, e si comprende perch\u00e9 l\u2019atto della scrittura, per Levi, avr\u00e0 sempre qualcosa di riparatorio. &#8220;La violenza inutile&#8221; enumera con pazienza le crudelt\u00e0 gratuite del sistema, quelle che non servivano a nulla se non a umiliare: il tatuaggio sul braccio, le percosse senza motivo, la nudit\u00e0 imposta, i vagoni piombati. <strong>Era la cifra di un progetto che voleva sopprimere non solo la vita dei deportati, ma la loro stessa dignit\u00e0 di esseri umani<\/strong>. In &#8220;Stereotipi&#8221; e nelle pagine dedicate agli studenti, infine, Levi affronta le domande che da quarant\u2019anni gli vengono rivolte nelle scuole: perch\u00e9 non siete fuggiti? perch\u00e9 non vi siete ribellati? Risponde con una pazienza che mai sconfina nell\u2019accondiscendenza, ricordando la sproporzione di forze, l\u2019isolamento, la fame, la certezza di vendetta collettiva, e facendo capire che chi domanda cos\u00ec non ha ancora afferrato la natura del problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel capitolo intitolato &#8220;L\u2019intellettuale ad Auschwitz&#8221; il libro assume una vibrazione quasi autobiografica, e si apre alla polemica con un altro grande sopravvissuto, <strong>Jean Am\u00e9ry<\/strong>, nato Hans Maier a Vienna, filosofo, torturato dalla Gestapo, autore di\u00a0<em>Intellettuale a Auschwitz<\/em>, che nel 1978 si tolse la vita. Per Am\u00e9ry la cultura non era stata un riparo, ma una zavorra. <strong>L\u2019uomo di pensiero, nel Lager, era il pi\u00f9 vulnerabile, perch\u00e9 i suoi strumenti, la parola, il ragionamento, il confronto, venivano resi inutili dalla brutalit\u00e0<\/strong>. Levi, che pure ammira Am\u00e9ry, non pu\u00f2 condividere fino in fondo questa diagnosi. La sua stessa esperienza gli dice che la cultura, e in particolare quella scientifica, ha funzionato come un\u2019ancora; la curiosit\u00e0 del chimico che osserva anche il proprio degrado, la memoria dei versi di Dante, la disciplina mentale che lo ha tenuto lontano dall\u2019abbandono. Il confronto fra i due \u00e8 commovente non per l\u2019opposizione delle tesi, ma perch\u00e9 sia l\u2019uno sia l\u2019altro hanno pagato un prezzo, e perch\u00e9 l\u2019ombra del suicidio, quello di Am\u00e9ry, quello di <strong>Paul Celan<\/strong> nel 1970, e pi\u00f9 tardi, purtroppo, quello che molti vedranno nella morte stessa di Levi, grava su queste pagine come un presagio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione della morte di Levi, avvenuta l\u201911 aprile 1987 nella casa torinese di corso Re Umberto, a pochi mesi dalla pubblicazione, non pu\u00f2 essere evitata da chi oggi rilegge il libro, bench\u00e9 sarebbe ingiusto leggerlo come una lettera di commiato. <strong>Elie Wiesel<\/strong> disse che Levi era morto ad Auschwitz quarant\u2019anni dopo, formula suggestiva ma pericolosa, perch\u00e9 trasforma una vita intera e un\u2019opera luminosa nel semplice epilogo di una ferita. Chi ha frequentato le pagine di Levi sa che la sua \u00e8 una scrittura di vita, ostinatamente fedele alla razionalit\u00e0, al lavoro, alla gioia di capire, e che\u00a0<em>I sommersi e i salvati<\/em>\u00a0\u00e8, semmai, il tentativo di consegnare ai lettori un\u2019ultima, esatta mappa dell\u2019abisso perch\u00e9 nessuno, domani, sia colto di sorpresa. Resta la possibilit\u00e0, dolorosa ma legittima, che l\u2019accumularsi di ricordi, la malattia, la solitudine e una depressione mai davvero domata abbiano fatto il resto. Ma il libro non lo dice, e noi dobbiamo leggerlo per ci\u00f2 che dice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima sezione, &#8220;Lettere di tedeschi&#8221;, \u00e8 una piccola gemma di onest\u00e0 intellettuale. Levi raccoglie alcune delle risposte che aveva ricevuto da lettori di lingua tedesca dopo la traduzione di\u00a0<em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>, e le commenta con equanimit\u00e0 non priva di ironia. C\u2019\u00e8 chi si scusa, chi si giustifica, chi si difende da un\u2019accusa che nessuno aveva formulato, chi ringrazia con un entusiasmo sospetto. Levi non \u00e8 mai n\u00e9 vendicativo n\u00e9 indulgente: ascolta, soppesa, distingue. Nel suo atteggiamento verso la Germania si riconosce un\u2019idea precisa di giustizia, che non consiste nell\u2019odio ma nel rifiuto del silenzio e dell\u2019oblio. Non dimentica, non perdona a nome altrui, e tuttavia non indulge nella demonizzazione di un popolo. \u00c8 una lezione di misura che il nostro tempo, cos\u00ec incline alle generalizzazioni sommarie, farebbe bene a ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8, dunque, l\u2019eredit\u00e0 di questo libro, a quasi quarant\u2019anni dalla sua uscita? Anzitutto una lezione di metodo. Levi ci insegna a guardare al male senza compiacimento e senza rimozione, e a sospettare di ogni spiegazione troppo semplice. Poi una lezione di responsabilit\u00e0: il fatto che il Lager sia stato possibile non \u00e8 un\u2019anomalia, bens\u00ec il risultato di una concatenazione di scelte ordinarie, di obbedienze, di indifferenze, di piccole vilt\u00e0, e la sua formula pi\u00f9 nota, che ci\u00f2 che \u00e8 accaduto pu\u00f2 accadere di nuovo, \u00e8 un monito che solo l\u2019ingenuit\u00e0 pu\u00f2 scambiare per una profezia apocalittica. Levi non crede che il nazismo sia destinato a ritornare identico; crede, pi\u00f9 sobriamente, che i meccanismi che lo hanno reso possibile, la propaganda, la disumanizzazione, il consenso dei molti, la delega delle coscienze, siano sempre disponibili, e che l\u2019unico antidoto sia una vigilanza ostinata, quotidiana, priva di retorica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta da dire della forma, perch\u00e9 un libro di questa statura merita di essere letto anche come opera di letteratura. Levi non \u00e8 uno scrittore che cerchi la bellezza in s\u00e9, eppure la raggiunge, quasi di nascosto, per sottrazione. Le sue frasi hanno la lucidit\u00e0 di un vetro ben lavorato, e dentro quel vetro si intravede qualcosa che non si lascia dire. Il dubbio, in lui, non \u00e8 mai un vezzo ma un metodo; l\u2019ironia, quando affiora, \u00e8 un modo di mantenere la distanza dalla piet\u00e0; la compassione, quando c\u2019\u00e8, \u00e8 tanto pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 trattenuta. Si avverte, nelle pagine migliori, l\u2019eco della cadenza biblica, dei Salmi, di Giobbe: la voce di chi interroga un cielo che non risponde, e non per questo smette di domandare. E si avverte l\u2019ossessione di un uomo che ha scelto di non fare della sua sofferenza un titolo di nobilt\u00e0, ma un dovere di precisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rileggere oggi&nbsp;<em>I sommersi e i salvati<\/em>&nbsp;significa ritrovare un autore che aveva gi\u00e0 capito quanto sarebbe stata fragile la memoria collettiva. Oggi i testimoni diretti sono quasi tutti scomparsi, e la distanza dai fatti tende a trasformare la Shoah in una pagina di manuale, in una ricorrenza del calendario, in un simbolo svuotato dall\u2019uso. Levi aveva intuito il rischio: aveva scritto che il giorno in cui non ci sarebbe stato pi\u00f9 nessuno a ricordare con la propria carne, la storia avrebbe avuto bisogno di altre voci, di altri strumenti, di altre forme di vigilanza. Il suo libro \u00e8 appunto uno di questi strumenti, forse il pi\u00f9 prezioso, perch\u00e9 non si limita a raccontare ci\u00f2 che accadde, ma insegna a pensarlo, a collocarlo nell\u2019ordine delle cose umane, senza sconti e senza alibi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Primo Levi, Einaudi 1986 Nell\u2019aprile del 1986, quando Einaudi mand\u00f2 in libreria\u00a0I sommersi e i salvati, Primo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":36199,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[14],"tags":[1327,1202,1350,1199,1207],"class_list":["post-36198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri-recensioni-novita","tag-classici","tag-libri-consigliati","tag-primo-levi","tag-recensione-libro","tag-saggistica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I sommersi e i salvati - Reflections<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"\u00c8 un&#039;analisi dell&#039;universo concentrazionario che l&#039;autore compie partendo dall&#039;esperienza nel campo di Auschwitz\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I sommersi e i salvati - Reflections\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00c8 un&#039;analisi dell&#039;universo concentrazionario che l&#039;autore compie partendo dall&#039;esperienza nel campo di Auschwitz\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Reflections\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-10-11T12:42:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-11T12:43:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"313\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Sperati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Sperati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"13 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Sperati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\"},\"headline\":\"I sommersi e i salvati\",\"datePublished\":\"2026-10-11T12:42:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-11T12:43:25+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/\"},\"wordCount\":2382,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1\",\"keywords\":[\"Classici\",\"Libri consigliati\",\"Primo Levi\",\"Recensione libro\",\"Saggistica\"],\"articleSection\":[\"Libri\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/\",\"name\":\"I sommersi e i salvati - Reflections\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1\",\"datePublished\":\"2026-10-11T12:42:08+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-11T12:43:25+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\"},\"description\":\"\u00c8 un'analisi dell'universo concentrazionario che l'autore compie partendo dall'esperienza nel campo di Auschwitz\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1\",\"width\":600,\"height\":313,\"caption\":\"xr:d:DAEcNEXdE18:394,j:41268910539,t:22111713\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/isommersieisalvati\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"I sommersi e i salvati\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/\",\"name\":\"Reflections\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\",\"name\":\"Alessio Sperati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Alessio Sperati\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/author\\\/reflections03\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"I sommersi e i salvati - Reflections","description":"\u00c8 un'analisi dell'universo concentrazionario che l'autore compie partendo dall'esperienza nel campo di Auschwitz","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"I sommersi e i salvati - Reflections","og_description":"\u00c8 un'analisi dell'universo concentrazionario che l'autore compie partendo dall'esperienza nel campo di Auschwitz","og_url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/","og_site_name":"Reflections","article_published_time":"2026-10-11T12:42:08+00:00","article_modified_time":"2026-10-11T12:43:25+00:00","og_image":[{"width":600,"height":313,"url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Alessio Sperati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Sperati","Tempo di lettura stimato":"13 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/"},"author":{"name":"Alessio Sperati","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567"},"headline":"I sommersi e i salvati","datePublished":"2026-10-11T12:42:08+00:00","dateModified":"2026-10-11T12:43:25+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/"},"wordCount":2382,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1","keywords":["Classici","Libri consigliati","Primo Levi","Recensione libro","Saggistica"],"articleSection":["Libri"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/","url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/","name":"I sommersi e i salvati - Reflections","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1","datePublished":"2026-10-11T12:42:08+00:00","dateModified":"2026-10-11T12:43:25+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567"},"description":"\u00c8 un'analisi dell'universo concentrazionario che l'autore compie partendo dall'esperienza nel campo di Auschwitz","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1","width":600,"height":313,"caption":"xr:d:DAEcNEXdE18:394,j:41268910539,t:22111713"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/isommersieisalvati\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"I sommersi e i salvati"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/","name":"Reflections","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567","name":"Alessio Sperati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","caption":"Alessio Sperati"},"url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/author\/reflections03\/"}]}},"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1",600,313,false],"thumbnail":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?resize=150%2C150&ssl=1",150,150,true],"medium":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=300%2C157&ssl=1",300,157,true],"medium_large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1",600,313,true],"large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1",600,313,true],"1536x1536":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1",600,313,true],"2048x2048":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1",600,313,true],"morenews-large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?resize=600%2C313&ssl=1",600,313,true],"morenews-medium":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?resize=590%2C313&ssl=1",590,313,true]},"author_info":{"display_name":"Alessio Sperati","author_link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/author\/reflections03\/"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/category\/libri-recensioni-novita\/\" rel=\"category tag\">Libri<\/a>","tag_info":"Libri","comment_count":"0","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Primo-Levi.jpg?fit=600%2C313&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36198"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":36201,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36198\/revisions\/36201"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/36199"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}