{"id":35909,"date":"2026-08-06T09:11:25","date_gmt":"2026-08-06T07:11:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=35909"},"modified":"2026-08-06T09:12:42","modified_gmt":"2026-08-06T07:12:42","slug":"il-rosso-e-il-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/il-rosso-e-il-nero\/","title":{"rendered":"Il rosso e il nero"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Stendhal, 1830<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <em>Il rosso e il nero<\/em> (sottotitolo <em>Cronaca del XIX secolo<\/em>), <strong>Stendhal<\/strong> non racconta soltanto la parabola di un giovane provinciale che sogna di ascendere nella societ\u00e0 francese della Restaurazione ma compie un atto di vivisezione sociale che ancora oggi, a quasi due secoli di distanza, conserva una lucidit\u00e0 chirurgica. Julien Sorel, figlio di un falegname di Verri\u00e8res, non \u00e8 un eroe nel senso tradizionale del termine, e proprio in questa sua irriducibilit\u00e0 a categorie morali nette risiede la forza dell&#8217;opera. Stendhal, pseudonimo di <strong>Marie-Henri Beyle<\/strong>, scrive questo romanzo attingendo largamente alla propria biografia: ammiratore sconfinato di Napoleone, di cui aveva seguito le campagne come funzionario, l&#8217;autore trasferisce in Julien la stessa tensione irrisolta tra ambizione e disincanto che aveva segnato la sua generazione, quella nata sotto l&#8217;Impero e costretta a misurarsi con la mediocrit\u00e0 grigia e ipocrita della Francia post-napoleonica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"452\" height=\"600\" data-attachment-id=\"35910\" data-permalink=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/il-rosso-e-il-nero\/il-rosso-e-il-nero\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?fit=452%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"452,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Il rosso e il nero\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?fit=452%2C600&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?resize=452%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-35910\" style=\"width:489px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?w=452&amp;ssl=1 452w, https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/Il-rosso-e-il-nero.jpg?resize=226%2C300&amp;ssl=1 226w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il romanzo si apre in un piccolo centro di provincia, Verri\u00e8res, dove il giovane Julien, dotato di un&#8217;intelligenza acuta e di una memoria prodigiosa, viene assunto come precettore dei figli del sindaco, il signor de R\u00eanal. \u00c8 qui che si consuma il primo dei due grandi amori del romanzo, quello con Madame de R\u00eanal, donna innocente e segnata da una religiosit\u00e0 sincera, che si lascia sedurre non tanto dal fascino fisico di Julien quanto dalla scoperta di un sentimento che la vita coniugale non le aveva mai concesso. Stendhal costruisce questa relazione con una delicatezza psicologica sorprendente: non c&#8217;\u00e8 nulla del melodramma facile, ma un&#8217;analisi minuziosa, quasi entomologica, dei moti del cuore, delle esitazioni, dei sensi di colpa che si intrecciano al desiderio. \u00c8 proprio in questa capacit\u00e0 di scandagliare l&#8217;animo umano attraverso un linguaggio apparentemente asciutto che si manifesta ci\u00f2 che Stendhal stesso amava definire il proprio ideale stilistico: scrivere senza fronzoli, per dire tutto e il contrario di tutto sui moti contraddittori del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo lo scandalo che lo costringe a lasciare Verri\u00e8res, Julien entra in seminario, tappa che Stendhal utilizza per affondare il bisturi nella Chiesa cattolica della Restaurazione, dipinta come un covo di ipocrisia, carrierismo e gretta furbizia provinciale, ben lontana da qualsiasi afflato spirituale autentico. \u00c8 un passaggio che rivela l&#8217;anticlericalismo di Stendhal, ma anche la sua capacit\u00e0 di trasformare la satira sociale in materia romanzesca senza mai scadere nel pamphlet. Julien, che nel fondo del proprio animo non crede affatto ma finge una devozione strumentale, incarna la contraddizione di un&#8217;epoca in cui il talento e il merito, se non accompagnati dalla nascita giusta, devono travestirsi per sopravvivere: da qui <strong>il celebre titolo del romanzo, che allude alla scelta tra la carriera militare (il rosso della divisa) preclusa a un uomo del suo rango in tempo di pace, e la carriera ecclesiastica (il nero della tonaca), unica via di ascesa sociale rimasta aperta a chi non \u00e8 nobile<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda parte del romanzo si sposta a Parigi, presso il palazzo del marchese de La Mole, dove Julien diventa segretario e dove incontra Mathilde de La Mole, figlia del marchese, fanciulla aristocratica, orgogliosa, affascinata dalle storie di eroismo e di rivolta, che si innamora di Julien proprio perch\u00e9 in lui intravede quella grandezza d&#8217;animo assente nei rampolli nobili che la circondano, tutti annoiati e privi di slancio vitale. Il rapporto tra Julien e Mathilde \u00e8 agli antipodi di quello con Madame de R\u00eanal: se il primo era fatto di tenerezza e abbandono, questo secondo \u00e8 una guerra psicologica fatta di orgoglio, calcolo, umiliazioni reciproche, un duello dei sentimenti in cui ciascuno dei due amanti cerca di dominare l&#8217;altro per timore di essere dominato. Stendhal, teorico dell&#8217;amore-passione nel suo saggio <em>De l&#8217;amour<\/em>, mette in scena qui l&#8217;amore come strategia, come gioco di potere che rispecchia le stesse logiche di ambizione e di calcolo che muovono Julien nella sua scalata sociale. Non \u00e8 un caso che i due tipi di amore del romanzo, quello spontaneo e quello calcolato, corrispondano anche ai due volti dello stesso protagonista: l&#8217;uomo naturale che prova sentimenti autentici e l&#8217;uomo sociale che li reprime o li manipola per calcolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Julien Sorel appartiene a quella genia di personaggi definiti dalla critica ottocentesca come &#8220;arrivisti&#8221;, eppure ridurlo a questa etichetta sarebbe un tradimento della complessit\u00e0 che Stendhal gli cuce addosso. Julien non desidera semplicemente il denaro o il potere in s\u00e9: desidera essere qualcuno, affermare la propria energia vitale in un mondo che gli nega ogni possibilit\u00e0 legittima di farlo. In questo senso \u00e8 una figura profondamente romantica nella sua ribellione, ma al tempo stesso lucidamente razionale, quasi machiavellica, nel calcolo dei propri passi. Questa duplicit\u00e0 \u00e8 resa da Stendhal attraverso una delle innovazioni narrative pi\u00f9 significative del romanzo moderno: il <strong>discorso indiretto libero<\/strong>, la capacit\u00e0 di far scivolare la voce narrante dentro la coscienza del personaggio senza soluzione di continuit\u00e0, cos\u00ec che il lettore assiste in tempo reale al conflitto tra ci\u00f2 che Julien pensa di dover fare e ci\u00f2 che sente di voler fare. <strong>Questa tecnica, che trover\u00e0 poi grandi eredi in Flaubert e nel romanzo psicologico novecentesco, fa di Stendhal uno dei padri fondatori del romanzo interiore<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il finale del romanzo, che qui \u00e8 bene solo accennare per non tradire del tutto la sorpresa a chi non lo avesse letto, vede Julien commettere un gesto impulsivo e violento che lo condurr\u00e0 davanti a un tribunale, in un processo che diventa il vero culmine morale dell&#8217;opera. Di fronte ai giudici, Julien pronuncia un discorso in cui rivendica non tanto la propria innocenza quanto il diritto di essere giudicato per ci\u00f2 che \u00e8, un uomo del popolo che ha osato elevarsi al di sopra della propria condizione, e per questo la classe dominante vuole punirlo, non per il crimine in s\u00e9 ma per l&#8217;affronto sociale che rappresenta. \u00c8 il momento in cui il romanzo rivela pienamente la propria natura di critica sociale, e in cui Julien, fino ad allora mosso da un&#8217;ambizione spesso cinica, ritrova una sorta di autenticit\u00e0 tragica, quasi una redenzione che passa attraverso l&#8217;accettazione della propria sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va detto che <em>Il rosso e il nero<\/em> non ebbe, alla sua uscita, il successo che meritava: Stendhal era uno scrittore in anticipo sui tempi, il cui pubblico ideale, come lui stesso amava ripetere, sarebbe stato quello di lettori nati decenni dopo. <strong>Balzac<\/strong>, suo contemporaneo per certi versi rivale, ne riconobbe l&#8217;importanza in una recensione entusiastica ma anche parzialmente fraintendente, cogliendo la potenza analitica del romanzo senza per\u00f2 comprenderne fino in fondo l&#8217;ironia sottile che lo percorre. Perch\u00e9 \u00e8 proprio l&#8217;ironia, quel sorriso appena accennato con cui Stendhal osserva i propri personaggi senza mai giudicarli apertamente, a rendere il romanzo cos\u00ec moderno: l&#8217;autore non ci dice mai esplicitamente se dobbiamo amare o condannare Julien, ci lascia soli davanti alla sua ambiguit\u00e0, esattamente come saremmo soli davanti a un uomo reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che colpisce, rileggendo oggi questo romanzo, \u00e8 quanto la sua diagnosi della societ\u00e0 resti attuale: la denuncia di un mondo in cui il talento senza nascita o senza capitale \u00e8 costretto a travestirsi, a mentire, a giocare un ruolo per essere accettato, non \u00e8 forse una fotografia perfettamente calzante anche per certe dinamiche contemporanee di ascesa sociale, di performance identitaria, di ipocrisia istituzionale? Stendhal scriveva della Francia della Restaurazione, ma il meccanismo psicologico e sociale che descrive, quello di un individuo dotato che deve reprimere la propria natura per adeguarsi alle regole non scritte del potere, trascende l&#8217;epoca storica precisa per parlare di ogni epoca in cui il merito \u00e8 ostaggio della convenienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano puramente stilistico, occorre sottolineare come la prosa di Stendhal, spesso criticata dai contemporanei per la sua presunta sciatteria (lo stesso Stendhal si vantava di scrivere leggendo il Codice Napoleonico per allenarsi alla sobriet\u00e0), sia in realt\u00e0 di una modernit\u00e0 sorprendente: frasi brevi, dirette, prive di orpelli retorici, capaci per\u00f2 di racchiudere in poche parole intere costellazioni psicologiche. \u00c8 uno stile che rifiuta la magniloquenza romantica pur narrando passioni intensissime, ed \u00e8 proprio in questo scarto tra la sobriet\u00e0 della forma e l&#8217;incandescenza del contenuto che si annida buona parte del fascino del romanzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il rosso e il nero<\/em> resta, in definitiva, un&#8217;opera che sfugge a ogni facile catalogazione: romanzo di formazione, romanzo storico, romanzo psicologico, pamphlet sociale mascherato da storia d&#8217;amore. Julien Sorel, nella sua sete di affermazione e nella sua incapacit\u00e0 di trovare pace sia nell&#8217;amore sia nell&#8217;ambizione, resta una delle figure pi\u00f9 complesse e vive della letteratura ottocentesca, un personaggio che continua a interrogarci su cosa significhi davvero costruire se stessi in un mondo che sembra fatto apposta per impedirlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stendhal, 1830 Con Il rosso e il nero (sottotitolo Cronaca del XIX secolo), Stendhal non racconta 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