{"id":35557,"date":"2026-05-10T09:54:33","date_gmt":"2026-05-10T07:54:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=35557"},"modified":"2026-05-10T09:57:43","modified_gmt":"2026-05-10T07:57:43","slug":"oblomov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/oblomov\/","title":{"rendered":"Oblomov"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Ivan Goncarov, 1859<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oblomov<\/em> di <strong>Ivan Aleksandrovi\u010d Gon\u010darov<\/strong>, pubblicato nel 1859, rappresenta uno dei vertici del realismo russo dell\u2019Ottocento e un capolavoro assoluto della letteratura mondiale. Attraverso la figura di Il\u2019ja Il\u2019i\u010d Oblomov, nobile pigro e sognatore che trascorre gran parte della vita sul divano del suo appartamento di San Pietroburgo, Gon\u010darov non si limita a una satira di costume: <strong>crea un archetipo universale dell\u2019inerzia umana<\/strong>, elevandolo a simbolo di un\u2019epoca storica precisa, quella della Russia pre-riforma del 1861, ancora ancorata al sistema della servit\u00f9 della gleba.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"401\" height=\"600\" data-attachment-id=\"35560\" data-permalink=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/oblomov\/oblomov-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?fit=401%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"401,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Oblomov\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?fit=401%2C600&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?resize=401%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-35560\" style=\"width:448px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?w=401&amp;ssl=1 401w, https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Oblomov.jpg?resize=201%2C300&amp;ssl=1 201w\" sizes=\"(max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il romanzo nacque da un lungo processo creativo. Gon\u010darov (Simbirsk 1812 \u2013 San Pietroburgo 1891) aveva gi\u00e0 pubblicato nel 1847 <em>Una storia comune<\/em>, accolto con entusiasmo, e nel 1849 aveva fatto uscire <em>Il sogno di Oblomov<\/em>, episodio che sarebbe diventato il celebre capitolo IX della prima parte del romanzo. L\u2019opera completa vide la luce dopo circa dieci anni di elaborazione, proprio mentre la Russia si avvicinava alla grande riforma di Alessandro II che avrebbe abolito la servit\u00f9 della gleba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gon\u010darov proveniva da una famiglia di mercanti benestanti di Simbirsk. La madre, vedova, lo educ\u00f2 in un ambiente che mescolava la praticit\u00e0 borghese al fascino della nobilt\u00e0 terriera. L\u2019autore stesso riconobbe elementi di \u201coblomovismo\u201d nella propria vita: una certa ipersensibilit\u00e0, periodi di inerzia creativa e un carattere riflessivo che contrastava con l\u2019attivismo del suo tempo. Il viaggio intorno al mondo sulla fregata <em>Pallada<\/em> (1852-1855), documentato nell\u2019omonimo libro di viaggio, rappresent\u00f2 per lui un\u2019esperienza di confronto con l\u2019energia occidentale e orientale, che influ\u00ec profondamente sulla dicotomia Oblomov-Stolz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come molti scrittori della sua generazione, Gon\u010darov visse la transizione dal Romanticismo al Realismo. Formatosi su <strong>Pushkin<\/strong>, studi\u00f2 a Mosca e lavor\u00f2 come funzionario statale, esperienza che gli permise di osservare da vicino l\u2019inerzia burocratica e la nobilt\u00e0 parassitaria. Il critico <strong>Nikolaj Dobroljubov<\/strong>, nel saggio fondamentale <em>Che cos\u2019\u00e8 l\u2019oblomovismo?<\/em> (1859), trasform\u00f2 il romanzo in un manifesto sociale, interpretandolo come diagnosi impietosa della nobilt\u00e0 russa incapace di adattarsi ai cambiamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il romanzo si divide in quattro parti. La prima presenta Oblomov nel suo habitat naturale: sdraiato sul divano in vestaglia, circondato da polvere, piatti sporchi e lettere inevase. Il suo servitore Zachar, pigro quanto il padrone, completa il quadro comico e tragico di un microcosmo immobile. Le visite di amici, lo scrittore Penkin, il funzionario Sud\u2019binskij e il barone von Langwagen, servono a Gon\u010darov per ritrarre con ironia i tipi sociali dell\u2019epoca. La seconda parte introduce il contrasto vitale: entra in scena l\u2019amico d\u2019infanzia Andrej Ivanovi\u010d Stolz, figlio di un amministratore tedesco e di una nobildonna russa, incarnazione dell\u2019energia, del pragmatismo e dell\u2019ideale di uomo nuovo. Stolz porta nella vita di Oblomov Olga Sergeevna Il\u2019inskaja, giovane intelligente, musicale e idealista. Nasce un amore che sembra poter risvegliare il protagonista: Oblomov si alza, esce, progetta riforme per la sua tenuta di Oblomovka. Ma \u00e8 un\u2019illusione temporanea. Nella terza parte il sogno s&#8217;infrange. Oblomov, terrorizzato dal matrimonio, dal cambiamento e dalla responsabilit\u00e0, regredisce. Olga, che lo ama sinceramente ma esige azione, lo lascia. Nell\u2019ultima parte Oblomov trova rifugio nella casa della vedova Agaf\u2019ja Matveevna P\u0161enicyna, donna semplice e materna, dove riproduce in scala ridotta l\u2019idillio infantile di Oblomovka. Muore di apoplessia, serenamente, mentre Stolz e Olga adottano il figlio nato dalla seconda unione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il capitolo centrale del romanzo, <em>Il sogno di Oblomov<\/em>, \u00e8 un capolavoro di prosa poetica. Gon\u010darov ricostruisce l\u2019infanzia del protagonista nella tenuta di Oblomovka: un paradiso pre-industriale dove il tempo scorre lento, scandito dai riti del pranzo, del sonno pomeridiano e delle fiabe della njanja (la tata). La natura \u00e8 benigna, i servi numerosi, le preoccupazioni inesistenti. Qui Gon\u010darov mescola realismo e nostalgia: Oblomovka non \u00e8 solo un luogo geografico, ma un\u2019archetipica \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d infantile che il protagonista cercher\u00e0 invano di ricostruire per tutta la vita. Questo sogno ha radici letterarie profonde. Richiama l\u2019idillio di <strong>Gogol\u2019<\/strong> nei <em>Vecchi proprietari di campagna<\/em>, ma anche la critica gogoliana alla Russia stagnante. Allo stesso tempo anticipa la ricerca tolstojana di una vita autentica e semplice, lontana dalle convenzioni cittadine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine <em>oblomov\u0161\u010dina<\/em> (oblomovismo) entr\u00f2 rapidamente nel vocabolario russo per indicare inerzia, apatia, incapacit\u00e0 di agire. <strong>Dobroljubov<\/strong> lo colleg\u00f2 alla \u201cgalleria dei superflui\u201d della letteratura russa: dall\u2019Onegin di <strong>Pu\u0161kin<\/strong>, al Pe\u010dorin di <strong>Lermontov<\/strong>, ai protagonisti di <strong>Turgenev<\/strong>. Oblomov per\u00f2 rappresenta il culmine e la fine di questa tipologia: mentre i predecessori soffrono per il loro disadattamento e cercano (invano) uno scopo, <strong>Oblomov accetta e teorizza la propria inerzia<\/strong>. \u00abLa vita mi tocca\u00bb \u00e8 il suo lamento ricorrente. Gon\u010darov non \u00e8 per\u00f2 un semplice critico sociale. Il romanzo \u00e8 anche una meditazione esistenziale sulla natura umana. Oblomov incarna il conflitto tra <em>essere<\/em> e <em>fare<\/em>, tra contemplazione e azione, tra felicit\u00e0 interiore e successo esteriore. <strong>In un\u2019epoca di positivismo e industrializzazione nascente, la sua pigrizia diventa quasi una ribellione esistenziale contro il frenetico attivismo di Stolz<\/strong>. Stolz, dal canto suo, non \u00e8 un eroe senza macchia. Il suo dinamismo appare talvolta meccanico, privo di quella profondit\u00e0 poetica che Gon\u010darov attribuisce al sognatore. Il nome stesso (\u201cStolz\u201d = orgoglio in tedesco) suggerisce un\u2019ambivalenza: l\u2019Europa porta energia ma rischia di perdere l\u2019anima slava. Olga rappresenta l\u2019ideale femminile che unisce sensibilit\u00e0 e volont\u00e0. Il suo fallimento con Oblomov simboleggia i limiti dell\u2019amore come forza redentrice quando manca la volont\u00e0 individuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gon\u010darov eccelle nella descrizione dettagliata degli ambienti, che diventano proiezioni psicologiche dei personaggi. L\u2019appartamento polveroso di Oblomov contrasta con la casa ordinata di Stolz e con la tenuta rigogliosa ma decadente di Oblomovka. La prosa \u00e8 fluida, ironica, capace di passare dal comico grottesco (le scene con Zachar) al lirismo (il sogno, i dialoghi con Olga) senza fratture. Rispetto a <strong>Dostoevskij<\/strong> o <strong>Tolstoj<\/strong>, Gon\u010darov appare pi\u00f9 controllato, meno visionario, pi\u00f9 \u201ceuropeo\u201d nella costruzione equilibrata. Eppure proprio questa misura classica gli permette di creare un personaggio indimenticabile che, come Don Chisciotte o Amleto, trascende il suo tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato alla vigilia della riforma del 1861, <em>Oblomov<\/em> divenne immediatamente uno specchio della Russia. I democratici rivoluzionari (<strong>Dobroljubov<\/strong>, <strong>Pisarev<\/strong>) lo lessero come condanna della nobilt\u00e0 parassitaria. <strong>Lenin<\/strong> stesso, si dice, us\u00f2 il termine \u201coblomovismo\u201d per criticare l\u2019arretratezza russa. Eppure Gon\u010darov non era un rivoluzionario: la sua visione \u00e8 pi\u00f9 malinconica che militante. Rimpiange un mondo che scompare senza esaltare acriticamente quello che arriva. Nel Novecento il romanzo ha acquisito dimensioni universali. \u00c8 stato letto in chiave esistenzialista (l\u2019inerzia come forma di nausea ante litteram), psicoanalitica (regressione al seno materno) e persino buddhista (rinuncia al desiderio). Autori come <strong>Joseph Brodskij<\/strong> o <strong>Milan Kundera<\/strong> ne hanno apprezzato la capacit\u00e0 di mettere in discussione il culto moderno dell\u2019azione. In Italia <em>Oblomov<\/em> ha avuto fortuna grazie a traduzioni eccellenti (ricordo quella di Ettore Lo Gatto o pi\u00f9 recenti). Ha influenzato, direttamente o indirettamente, la riflessione sugli \u201cinetto\u201d novecenteschi, da <strong>Svevo<\/strong> a <strong>Pirandello<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Oblomov<\/em> non \u00e8 solo il ritratto di un pigro simpatico. \u00c8 un\u2019indagine profonda sulla condizione umana: quanto siamo disposti a sacrificare la nostra pace interiore per il movimento del mondo? Quanto del nostro \u201cio infantile\u201d sopravvive all\u2019et\u00e0 adulta? Gon\u010darov mostra che l\u2019inerzia pu\u00f2 essere dolce, poetica, persino morale, ma alla fine distrugge chi vi si abbandona completamente. Oggi, nell\u2019era dell\u2019iper-attivismo digitale, dei like e della produttivit\u00e0 tossica, Oblomov appare sorprendentemente attuale. Esiste una saggezza nel rallentare e nel preservare un\u2019oasi di contemplazione? Come scrisse <strong>Lev Tolstoj<\/strong>, grande ammiratore del romanzo: \u00ab<em>Oblomov<\/em> \u00e8 un\u2019opera grandissima, di quelle che non si incontrano da molto, molto tempo\u00bb. Riteniamo che la sua affermazione sia valida ancora oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ivan Goncarov, 1859 Oblomov di Ivan Aleksandrovi\u010d Gon\u010darov, pubblicato nel 1859, rappresenta uno dei vertici del realismo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[14],"tags":[1218,1285,1251,1202,1203,1199,1220],"class_list":["post-35557","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri-recensioni-novita-suggerimenti","tag-grandi-classici","tag-ivan-goncarov","tag-letteratura-russa","tag-libri-consigliati","tag-narrativa-straniera","tag-recensione-libro","tag-romanzo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Oblomov - Reflections<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Oblomov \u00e8 un romanzo dello scrittore russo Ivan Gon\u010darov, pubblicato nel 1859. 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