{"id":35261,"date":"2026-04-06T19:37:27","date_gmt":"2026-04-06T17:37:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=35261"},"modified":"2026-04-06T19:37:29","modified_gmt":"2026-04-06T17:37:29","slug":"lamento-di-portnoy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/","title":{"rendered":"Lamento di Portnoy"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Philip Roth, 1969<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un romanzo che quando usc\u00ec, nel 1969, fece scandalo nel modo pi\u00f9 completo possibile: scandalizz\u00f2 i benpensanti per l&#8217;oscenit\u00e0, gli ebrei americani per la caricatura, i critici conservatori per il tono, e i lettori comuni per la risata che non riuscivano a trattenere mentre sapevano che non avrebbero dovuto ridere.\u00a0<em>Lamento di Portnoy<\/em>\u00a0di <strong>Philip Roth<\/strong> (<em>Portnoy<\/em> nella nuova edizione Adelphi del 2025 curata da Matteo Codignola) \u00e8 uno di quei libri che entrano nella cultura con la forza di un corpo estraneo, irritanti, necessari, impossibili da ignorare, e che vi rimangono non perch\u00e9 il tempo li abbia ammorbiditi ma perch\u00e9 il tempo ha dimostrato che avevano ragione, che ci\u00f2 che sembrava eccesso era precisione, che ci\u00f2 che sembrava provocazione era diagnosi. \u00c8 un romanzo che ha cambiato la letteratura americana e che ha cambiato il modo in cui la letteratura pu\u00f2 parlare del corpo, della famiglia, del sesso, della colpa, dell&#8217;identit\u00e0 etnica e che lo ha fatto con uno strumento che sembrava impossibile da usare per dire cose serie: la commedia pi\u00f9 spudorata e pi\u00f9 feroce.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"382\" height=\"600\" data-attachment-id=\"35263\" data-permalink=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/portnoy\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?fit=382%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"382,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Portnoy\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?fit=382%2C600&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?resize=382%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-35263\" style=\"width:421px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?w=382&amp;ssl=1 382w, https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Portnoy.jpg?resize=191%2C300&amp;ssl=1 191w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Philip Roth<\/strong> nasce a Newark, New Jersey, nel 1933, figlio di Herman Roth, venditore di assicurazioni di origine ebraica ashkenazita, e Bess Finkel. Cresce nel quartiere ebraico di Weequahic, in una famiglia della classe media operosa e rispettabile, immerso in quella particolare atmosfera della comunit\u00e0 ebraica americana del secondo dopoguerra, un mondo in cui la memoria dell&#8217;Europa e della Shoah convive con il sogno americano, in cui l&#8217;assimilazione \u00e8 il progetto collettivo e l&#8217;identit\u00e0 ebraica \u00e8 insieme la radice e il peso, in cui le madri cucinano e si preoccupano e amano con una intensit\u00e0 che pu\u00f2 essere indistinguibile dalla soffocazione. Studia alla Bucknell University e poi alla University of Chicago, dove ottiene un master in letteratura inglese, e comincia poi a insegnare e a scrivere con una seriet\u00e0 e un&#8217;ambizione letteraria che i primi racconti (raccolti in\u00a0<em>Goodbye, Columbus<\/em>, del 1959) confermano immediatamente. Quel primo libro gli vale il National Book Award e gli procura anche le prime accuse di antisemitismo da parte della comunit\u00e0 ebraica, accuse che lo accompagneranno per tutta la carriera e che lui affronter\u00e0 sempre con la stessa risposta: il compito dello scrittore non \u00e8 adulare la propria comunit\u00e0 ma rappresentarla con onest\u00e0, e l&#8217;onest\u00e0 spesso fa male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Lamento di Portnoy<\/em>\u00a0\u00e8 il romanzo in cui Roth porta questa poetica al suo estremo pi\u00f9 coraggioso e pi\u00f9 esposto. Alexander Portnoy \u00e8 un funzionario trentenne della commissione per i diritti civili di New York, intellettuale, liberal, figlio modello in superficie, che si trova disteso sul lettino del dottor Spielvogel, il suo psicanalista, e gli rovescia addosso in un monologo ininterrotto di trecento pagine tutto ci\u00f2 che gli ha reso impossibile la vita: la madre Sophie, figura di controllo totale mascherato da amore sconfinato, sempre presente con il suo coltello da cucina, le sue minacce velate, il suo catalogo infinito di preoccupazioni; il padre Jack, uomo buono e rassegnato, cronicamente stitico in modo che Roth usa come metafora della costrizione interiore con una franchezza che sfiora il sublime comico; la sessualit\u00e0 esplosiva e compulsiva di Alexander, le sue ossessioni per le donne non ebree (le <em>shikse<\/em>, nella terminologia yiddish) come territorio di libert\u00e0 e di trasgressione. E la colpa, la colpa pervasiva e onnipresente che accompagna ogni piacere e ogni pensiero, che trasforma ogni godimento in un atto di accusa contro se stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La struttura del romanzo \u00e8 quella del monologo psicoanalitico, e questa scelta formale \u00e8 di una intelligenza narrativa straordinaria. La psicoanalisi fornisce a Roth la cornice perfetta per un tipo di voce che non avrebbe potuto esistere in nessun&#8217;altra forma: una voce che pu\u00f2 dire tutto, che non \u00e8 tenuta a nessuna decenza sociale, che pu\u00f2 passare dall&#8217;oscenit\u00e0 pi\u00f9 cruda alla riflessione pi\u00f9 acuta senza soluzione di continuit\u00e0, che pu\u00f2 essere simultaneamente comica e disperata, autoironica e accusatoria. Il lettore \u00e8 messo nella posizione dello psicanalista: ascolta senza rispondere, non pu\u00f2 interrompere, non pu\u00f2 fuggire. E Portnoy sa di avere un pubblico, sa di esibirsi, sa che il proprio dolore \u00e8 anche uno spettacolo e questa consapevolezza \u00e8 parte del dolore stesso, perch\u00e9 chi non riesce a smettere di osservarsi non riesce mai a dimenticarsi abbastanza da stare bene davvero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto con <em>Memorie dal sottosuolo<\/em>\u00a0di <strong>Dostoevskij<\/strong>, che Roth aveva certamente letto e assimilato, \u00e8 rivelatore. <strong>Come l&#8217;Uomo del sottosuolo, Portnoy \u00e8 un essere di iperconscienza che usa la propria intelligenza come strumento di autodistruzione<\/strong>; come l&#8217;Uomo del sottosuolo, si rivolge a un interlocutore immaginario o silenzioso e costruisce un monologo che \u00e8 anche un dialogo con le proprie contraddizioni; come l&#8217;Uomo del sottosuolo, sa esattamente cosa fa e perch\u00e9 lo fa, e questo sapere non lo libera ma lo imprigiona ulteriormente. Ma la differenza \u00e8 fondamentale: Dostoevskij scrive nella tradizione del romanzo serio europeo, con il peso metafisico della colpa e della redenzione sempre presente; Roth scrive nella tradizione della commedia ebraica americana: il <em>tummler<\/em>, l&#8217;intrattenitore compulsivo, l&#8217;uomo che fa ridere per non piangere, che trasforma il dolore in barzelletta perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico modo che conosce per sopravvivere al dolore. Questa differenza di registro \u00e8 tutto:\u00a0<em>Lamento di Portnoy<\/em>\u00a0\u00e8 un romanzo tragico scritto come una commedia, e la commedia non attenua la tragedia, la intensifica, perch\u00e9 fa ridere il lettore di cose per cui non dovrebbe ridere, e quella risata \u00e8 una forma di riconoscimento che il lettore non pu\u00f2 pi\u00f9 negare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le figure dei genitori di Portnoy sono tra le creazioni comico-tragiche pi\u00f9 potenti della narrativa americana del Novecento. Sophie Portnoy \u00e8 diventata un archetipo culturale, la madre ebrea come figura di amore soffocante, di senso di colpa inoculato per via alimentare, di preoccupazione che non si distingue dal controllo. Roth la descrive con un&#8217;esagerazione che \u00e8 anche una fedelt\u00e0: Sophie non \u00e8 una caricatura nel senso della distorsione arbitraria, \u00e8 una caricatura nel senso della linea essenziale portata al suo estremo logico, il ritratto che rivela pi\u00f9 del soggetto di quanto il soggetto vorrebbe rivelare di se stesso. Il padre Jack \u00e8 la figura complementare: l&#8217;uomo che ha ceduto, che ha accettato i vincoli della rispettabilit\u00e0 e dell&#8217;identit\u00e0 etnica senza ribellarsi, che esprime la propria oppressione interiore attraverso la costipazione cronica con cui Roth costruisce uno dei pi\u00f9 elaborati e riusciti sistemi di metafore fisiologico-psicologiche della letteratura moderna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione dell&#8217;identit\u00e0 ebraica americana \u00e8 il nervo scoperto del romanzo, e il modo in cui Roth la affronta ha provocato le reazioni pi\u00f9 violente e le pi\u00f9 interessanti. Portnoy ama ed \u00e8 tormentato dalla propria ebraicit\u00e0 con la stessa intensit\u00e0 con cui ama ed \u00e8 tormentato dalla propria sessualit\u00e0, e non a caso le due ossessioni si intrecciano in modo inestricabile: <strong>le <em>shikse<\/em> (le donne non ebree, bionde, anglosassoni, lontane dal mondo matriarcale di Newark) rappresentano per lui una doppia libert\u00e0, sessuale ed etnica, la possibilit\u00e0 di essere un uomo senza essere un figlio ebreo, di godere senza sentirsi dire che il godimento verr\u00e0 punito. Ma questa libert\u00e0 \u00e8 anche un&#8217;illusione: Portnoy non riesce ad amare le donne non ebree come persone, le usa come simboli, e l&#8217;uso strumentale dell&#8217;altro \u00e8 anch&#8217;esso una forma di prigionia<\/strong>. Il capitolo israeliano del romanzo in cui Portnoy va in Israele sperando di trovare una terra che lo liberi dalla propria nevrosi americana e scopre invece che la sua nevrosi \u00e8 portatile, che se la porta ovunque come una lumaca porta il guscio, \u00e8 uno dei pi\u00f9 acuti e dei pi\u00f9 impietosi. <strong>L&#8217;ebreo della diaspora che va in Israele e scopre di essere irrimediabilmente diasporico, che l&#8217;identit\u00e0 non \u00e8 un luogo geografico ma una struttura interiore che nessun sionismo pu\u00f2 modificare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le influenze letterarie di Roth in questo romanzo sono molteplici e stratificate. C&#8217;\u00e8 <strong>Franz Kafka<\/strong>, l&#8217;altro grande scrittore ebreo della colpa e della burocrazia, del figlio schiacciato dalla figura paterna, dell&#8217;individuo intrappolato in sistemi che non riesce a capire n\u00e9 a sfuggire a cui Roth torner\u00e0 esplicitamente in opere successive come\u00a0<em>Il professore di desiderio<\/em>\u00a0e\u00a0<em>L&#8217;operazione Shylock<\/em>. C&#8217;\u00e8 <strong>Saul Bellow<\/strong>, con la sua capacit\u00e0 di fare della voce ebraica americana una voce letteraria di prima grandezza senza rinunciare alla sua specificit\u00e0 culturale Roth ne \u00e8 il continuatore e insieme il trasgressore, perch\u00e9 porta dove Bellow non osa andare. C&#8217;\u00e8 la tradizione dello stand-up comedy ebraico americano <strong>Lenny Bruce<\/strong>, in particolare, il comico che negli stessi anni stava portando l&#8217;oscenit\u00e0 e la critica sociale sul palcoscenico e che pagava il prezzo di questa libert\u00e0 con processi e censure, da cui Roth prende il ritmo, l&#8217;audacia, la capacit\u00e0 di usare la risata come strumento di verit\u00e0. E c&#8217;\u00e8 la psicoanalisi stessa, non solo come cornice narrativa ma come sistema di pensiero che Roth usa e critica simultaneamente: Portnoy sa il vocabolario freudiano, sa nominare i propri complessi, sa analizzarsi e questa conoscenza non lo guarisce, il che \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 una critica implicita alla pretesa terapeutica della psicoanalisi di fronte a certi tipi di dolore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stile del romanzo \u00e8 uno dei suoi contributi pi\u00f9 originali alla letteratura americana. Roth scrive in una prosa che ha il ritmo del parlato accelerato, con le ripetizioni ossessive di chi non riesce a fermarsi, con le parentesi che si aprono dentro le parentesi, con i cambi di registro improvvisi dal lirico al volgare, dal tenero all&#8217;aggressivo, dal filosofico all&#8217;assurdo. \u00c8 una prosa che prende rischi enormi, la volgarit\u00e0 pu\u00f2 sempre diventare gratuita, la commedia pu\u00f2 sempre scivolare nella macchietta e li vince quasi sempre grazie a una precisione di osservazione e a una musicalit\u00e0 ritmica che tengono tutto insieme quando sembrerebbe sul punto di cadere. C&#8217;\u00e8 in questa scrittura qualcosa che ricorda certi passi del giovane <strong>Joyce<\/strong> non il Joyce del\u00a0<em>Finnegans Wake<\/em>\u00a0ma quello del\u00a0<em>Ritratto dell&#8217;artista da giovane<\/em>, la stessa capacit\u00e0 di fare della voce interiore di un personaggio uno strumento linguistico invece che un semplice mezzo di racconto. Ma laddove Joyce lavora per condensazione e per allusione, Roth lavora per espansione e per esplicitazione: dice tutto, dice troppo, dice ci\u00f2 che di solito non si dice e questo eccesso \u00e8 la sua poetica, non il suo difetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La ricezione del romanzo fu immediata e clamorosa. Rimase in cima alle classifiche di vendita americane per mesi, fu tradotto in decine di lingue, e divise la critica con una nettezza quasi geometrica: da un lato chi riconosceva in esso un capolavoro della narrativa contemporanea, dall&#8217;altro chi lo bollava come pornografia con pretese intellettuali. Tra i detrattori pi\u00f9 feroci ci furono molti intellettuali ebrei americani, che videro nel ritratto della famiglia Portnoy una concessione agli stereotipi antisemiti (la madre oppressiva, il padre debole, il figlio nevrotico e sessualmente ossessivo) e che accusarono Roth di vendere la propria comunit\u00e0 per la gloria letteraria. Roth rispose, come sempre, con i romanzi successivi, che approfondirono e complicarono la sua esplorazione dell&#8217;identit\u00e0 ebraica americana fino a farne una delle opere pi\u00f9 vaste e pi\u00f9 coerenti della letteratura del secondo Novecento: la serie di romanzi con Nathan Zuckerman (alter ego letterario esplicito) da\u00a0<em>Lo scrittore fantasma<\/em>\u00a0fino a\u00a0<em>Exit Ghost<\/em>, e poi la trilogia americana con\u00a0<em>Pastorale americana<\/em>,\u00a0<em>Ho sposato un comunista<\/em>\u00a0e\u00a0<em>La macchia umana<\/em>, che ampliano lo sguardo dalla nevrosi individuale alla storia collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma\u00a0<em>Lamento di Portnoy<\/em>\u00a0rimane il romanzo in cui Roth \u00e8 pi\u00f9 esposto, pi\u00f9 vulnerabile, pi\u00f9 coraggioso, quello in cui ha messo in gioco di pi\u00f9 e in cui il rischio letterario \u00e8 pi\u00f9 alto. \u00c8 un libro che non invecchia perch\u00e9 le questioni che pone (il rapporto tra corpo e identit\u00e0, tra libert\u00e0 e colpa, tra l&#8217;individuo e la comunit\u00e0 di origine, tra il desiderio di appartenere e il desiderio di fuggire) non invecchiano. Ogni generazione che lo legge vi trova qualcosa di riconoscibile, anche se non \u00e8 ebrea, anche se non \u00e8 americana, anche se la propria famiglia non assomiglia minimamente alla famiglia Portnoy: perch\u00e9 la struttura psicologica che Roth ha messo a nudo \u00e8 una struttura universale, una delle poche che la letteratura abbia mai reso con questa chiarezza e con questo coraggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La battuta finale del romanzo, la sola parola pronunciata dallo psicanalista Spielvogel dopo trecento pagine di silenzio: \u00abAdesso forse possiamo cominciare\u00bb, \u00e8 uno dei finali pi\u00f9 perfetti della narrativa moderna. \u00c8 comica e disperata insieme, \u00e8 umile e crudele insieme, \u00e8 la conferma che tutto ci\u00f2 che abbiamo letto era solo il preludio, che il lavoro vero non \u00e8 ancora cominciato, che la terapia (la vita, la comprensione di se stessi, la possibilit\u00e0 di stare meglio) non \u00e8 monologo ma dialogo, e che Portnoy non \u00e8 ancora pronto per il dialogo, e forse non lo sar\u00e0 mai. Roth non consola. Non promette guarigioni. Fa qualcosa di pi\u00f9 onesto e di pi\u00f9 difficile: restituisce al lettore la propria risata come uno specchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Philip Roth, 1969 C&#8217;\u00e8 un romanzo che quando usc\u00ec, nel 1969, fece scandalo nel modo pi\u00f9 completo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35262,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[14],"tags":[1253,1202,1203,1252,1199,1220],"class_list":["post-35261","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-libri-recensioni-novita-suggerimenti","tag-letteratura-americana","tag-libri-consigliati","tag-narrativa-straniera","tag-philip-roth","tag-recensione-libro","tag-romanzo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lamento di Portnoy - Reflections<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall&#039;esperienza sessuale\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lamento di Portnoy - Reflections\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall&#039;esperienza sessuale\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Reflections\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-04-06T17:37:27+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-04-06T17:37:29+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"600\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"338\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Sperati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Sperati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Sperati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\"},\"headline\":\"Lamento di Portnoy\",\"datePublished\":\"2026-04-06T17:37:27+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-06T17:37:29+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/\"},\"wordCount\":2097,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1\",\"keywords\":[\"Letteratura americana\",\"Libri consigliati\",\"Narrativa straniera\",\"Philip Roth\",\"Recensione libro\",\"Romanzo\"],\"articleSection\":[\"Libri\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/\",\"name\":\"Lamento di Portnoy - Reflections\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1\",\"datePublished\":\"2026-04-06T17:37:27+00:00\",\"dateModified\":\"2026-04-06T17:37:29+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\"},\"description\":\"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall'esperienza sessuale\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/i0.wp.com\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/04\\\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1\",\"width\":600,\"height\":338,\"caption\":\"Philip Roth\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/lamento-di-portnoy\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Lamento di Portnoy\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/\",\"name\":\"Reflections\",\"description\":\"\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567\",\"name\":\"Alessio Sperati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Alessio Sperati\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.reflections.it\\\/wordpress\\\/author\\\/reflections03\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Lamento di Portnoy - Reflections","description":"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall'esperienza sessuale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Lamento di Portnoy - Reflections","og_description":"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall'esperienza sessuale","og_url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/","og_site_name":"Reflections","article_published_time":"2026-04-06T17:37:27+00:00","article_modified_time":"2026-04-06T17:37:29+00:00","og_image":[{"width":600,"height":338,"url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Alessio Sperati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Sperati","Tempo di lettura stimato":"12 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/"},"author":{"name":"Alessio Sperati","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567"},"headline":"Lamento di Portnoy","datePublished":"2026-04-06T17:37:27+00:00","dateModified":"2026-04-06T17:37:29+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/"},"wordCount":2097,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1","keywords":["Letteratura americana","Libri consigliati","Narrativa straniera","Philip Roth","Recensione libro","Romanzo"],"articleSection":["Libri"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/","url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/","name":"Lamento di Portnoy - Reflections","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1","datePublished":"2026-04-06T17:37:27+00:00","dateModified":"2026-04-06T17:37:29+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567"},"description":"Lamento di Portnoy \u00e8 un audace ritratto satirico di un ragazzo ebreo contemporaneo ossessionato dall'esperienza sessuale","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#primaryimage","url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1","contentUrl":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1","width":600,"height":338,"caption":"Philip Roth"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/lamento-di-portnoy\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Lamento di Portnoy"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/","name":"Reflections","description":"","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/717f27b2e68851c1c93f8ccd3cea7567","name":"Alessio Sperati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1f6afd1605fe591f92699e87e0a45551b85990a9cb6151573d5530bfc6e5a57?s=96&d=mm&r=g","caption":"Alessio Sperati"},"url":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/author\/reflections03\/"}]}},"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1",600,338,false],"thumbnail":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?resize=150%2C150&ssl=1",150,150,true],"medium":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=300%2C169&ssl=1",300,169,true],"medium_large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1",600,338,true],"large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1",600,338,true],"1536x1536":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1",600,338,true],"2048x2048":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1",600,338,true],"morenews-large":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?resize=600%2C338&ssl=1",600,338,true],"morenews-medium":["https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?resize=590%2C338&ssl=1",590,338,true]},"author_info":{"display_name":"Alessio Sperati","author_link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/author\/reflections03\/"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/category\/libri-recensioni-novita-suggerimenti\/\" rel=\"category tag\">Libri<\/a>","tag_info":"Libri","comment_count":"0","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Philip-Roth.jpg?fit=600%2C338&ssl=1","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35261"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35264,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35261\/revisions\/35264"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}