{"id":35075,"date":"2026-03-20T19:38:23","date_gmt":"2026-03-20T18:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=35075"},"modified":"2026-03-21T11:39:34","modified_gmt":"2026-03-21T10:39:34","slug":"il-signore-delle-mosche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/il-signore-delle-mosche\/","title":{"rendered":"Il Signore delle mosche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di William Golding, 1954<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato nel 1954, dopo essere stato rifiutato da decine di editori che non sapevano bene come classificarlo, <em>Il Signore delle mosche<\/em> di <strong>William Golding<\/strong> rappresenta uno degli esperimenti mentali pi\u00f9 radicali e perturbanti della letteratura del Novecento. Cosa accade quando un gruppo di bambini britannici, evacuati da una guerra nucleare imminente, si ritrova abbandonato su un&#8217;isola deserta, senza adulti, senza leggi, senza lo schermo rassicurante della civilt\u00e0? La risposta di Golding \u00e8 spietata, e non lascia scampo a nessun tipo di ottimismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo gesto interpretativo necessario \u00e8 quello di collocare il romanzo in dialogo con una tradizione letteraria precisa, quella del genere nato con il <em>Robinson Crusoe<\/em> di <strong>Daniel Defoe<\/strong> del 1719 e proseguito con il suo pendant infantile e idealizzato in <em>The Coral Island<\/em> di <strong>R.M. Ballantyne<\/strong> (1857). Golding conosceva benissimo Ballantyne, e la sua operazione \u00e8 deliberatamente parodica: riprende persino i nomi dei protagonisti di quell&#8217;avventura vittoriana (Ralph, Jack, Peterkin, che nel romanzo diventa il grasso e indifeso Piggy) per sovvertirne punto per punto il messaggio. Dove Ballantyne vedeva nell&#8217;isola un teatro di virt\u00f9, ingegno, lealt\u00e0 e senso morale, Golding vi inscena una progressiva dissoluzione. L&#8217;isola non \u00e8 una tabula rasa su cui la civilt\u00e0 pu\u00f2 scrivere la propria storia migliore: \u00e8 il luogo dove la storia si smonta, dove le maschere cadono e ci\u00f2 che rimane \u00e8 qualcosa di assai pi\u00f9 antico e insidioso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-full\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"381\" height=\"600\" data-attachment-id=\"35079\" data-permalink=\"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/il-signore-delle-mosche\/il-signore-delle-mosche-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?fit=381%2C600&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"381,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Il signore delle mosche\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?fit=381%2C600&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?resize=381%2C600&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-35079\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?w=381&amp;ssl=1 381w, https:\/\/i0.wp.com\/www.reflections.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Il-signore-delle-mosche.jpg?resize=191%2C300&amp;ssl=1 191w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ralph, il protagonista, incarna all&#8217;inizio i valori della democrazia liberale: elegge un&#8217;assemblea, stabilisce regole, mantiene vivo il fuoco come segnale di soccorso. La conchiglia diventa il simbolo del diritto di parola, dell&#8217;ordine razionale. Accanto a lui, Piggy \u00e8 la ragione pura, la scienza, il positivismo: porta gli occhiali che permettono di accendere il fuoco, conosce le norme sociali, cita implicitamente il contrattualismo illuminista con la sua costante invocazione agli adulti e alla civilt\u00e0. I suoi occhiali sono proprio l&#8217;anello di congiunzione con la civilt\u00e0 che conoscevano. Dall&#8217;altra parte, Jack Merridew rappresenta qualcosa di diverso e di profondo: il desiderio di caccia, il rituale, la pittura sul viso come regressione a un&#8217;identit\u00e0 tribale, la seduzione del potere non mediato da alcuna legittimit\u00e0 formale ma semplicemente espresso attraverso la sopraffazione. La tensione tra Ralph e Jack non \u00e8 semplicemente quella tra un buono e un cattivo: \u00e8 la tensione tra due modi di essere umani, entrambi reali, entrambi profondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 su questo che Golding si distacca nettamente da <strong>Joseph Conrad<\/strong>, un altro confronto inevitabile. In <em>Cuore di tenebra<\/em> (1899), Kurtz sprofonda nella barbarie perch\u00e9 si allontana dall&#8217;Europa, perch\u00e9 la giungla africana corrode la civilt\u00e0. La barbarie \u00e8 nell&#8217;alterit\u00e0 geografica e razziale. In Golding non c&#8217;\u00e8 nessuna giungla coloniale da incolpare: i bambini sono inglesi, bianchi, educati nei migliori collegi del regno. <strong>Il male non viene dall&#8217;esterno; sale dal basso, da dentro. \u00c8 questa la rottura radicale, il salto concettuale che rende il romanzo insopportabile a molti lettori della sua epoca.<\/strong> Golding scriveva pochi anni dopo Auschwitz, e come <strong>Hannah Arendt<\/strong> avrebbe fatto con il concetto di &#8220;banalit\u00e0 del male&#8221;, aveva capito che il nazismo non era una mostruosit\u00e0 extraterrestre ma qualcosa che poteva germogliare in qualunque societ\u00e0, a determinate condizioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il personaggio di Simon \u00e8 quello pi\u00f9 enigmatico e, alla lettura, quello pi\u00f9 ricco. Simon \u00e8 il veggente, il mistico, l&#8217;unico che intuisce la vera natura del male. La sua scena capitale, il dialogo allucinatorio con la testa di maiale impalata, il Signore delle mosche del titolo, che \u00e8 la traduzione letterale dell&#8217;ebraico <em>Ba&#8217;al Zebub, Belzeb\u00f9<\/em>, \u00e8 uno dei momenti pi\u00f9 straordinari dell&#8217;intera narrativa inglese del Novecento. La testa parla a Simon e gli dice ci\u00f2 che lui gi\u00e0 sa: <strong>la bestia non \u00e8 sull&#8217;isola, non \u00e8 nel mare, non \u00e8 nella foresta. La bestia siete voi<\/strong>. \u00c8 questa l&#8217;agnizione tragica del romanzo, pronunciata da una testa di maiale in decomposizione che diventa l&#8217;icona del soprannaturale del male immanente. Simon scende poi sulla spiaggia per rivelare la sua scoperta agli altri bambini e viene linciato nel delirio della danza tribale, scambiato per la bestia stessa. Il profeta ucciso dalla folla, un&#8217;eco cristologica che Golding, figlio di un razionalista e lui stesso tormentato dal senso del peccato originale, non poteva non aver voluto, suggella l&#8217;impossibilit\u00e0 di ogni redenzione interna al sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La morte di Piggy \u00e8 l&#8217;altra scena fondante. La conchiglia si rompe nel momento in cui Roger fa rotolare il masso sulla roccia. \u00c8 la fine del logos, della ragione civile, del dibattito democratico: tutto scompare insieme agli occhiali di Piggy, che erano gi\u00e0 stati rubati, e con essi la possibilit\u00e0 stessa di fare fuoco in modo controllato, di vedere chiaramente. <strong>La cecit\u00e0 di Piggy, metafora che Golding usa con precisione quasi chirurgica, \u00e8 la cecit\u00e0 della ragione illuminista di fronte alla violenza irrazionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Golding appartiene a una generazione britannica profondamente segnata dalla Seconda Guerra Mondiale e dalla fine dell&#8217;impero. Il romanzo si pu\u00f2 leggere come un&#8217;allegoria del declino di quella civilt\u00e0 che si credeva superiore e inossidabile. Ma sarebbe riduttivo fissarlo in una lettura allegorica troppo rigida: ogni tentativo di mappare perfettamente i personaggi su posizioni politiche (Ralph = democrazia, Jack = fascismo, Piggy = intellettuale liberale) tradisce la complessit\u00e0 del testo. <strong>Golding stesso resisteva alle letture troppo schematiche, e dichiarava di aver scritto un libro sulla natura umana in senso universale, non una satira politica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il confronto pi\u00f9 produttivo forse non \u00e8 con Conrad ma con <em>Il dottor Jekyll e Mr. Hyde<\/em> di <strong>Stevenson<\/strong> (1886): anche l\u00ec la tesi \u00e8 che il male non \u00e8 l&#8217;altro, ma l&#8217;altra faccia del bene, la stessa sostanza divisa in due. Il passaggio da Ralph a Jack nei bambini dell&#8217;isola ha la stessa logica del siero di Jekyll: non introduce nulla di esterno, ma libera qualcosa che gi\u00e0 c&#8217;era. E come in Stevenson, la catastrofe avviene nel momento in cui la trasformazione non \u00e8 pi\u00f9 controllabile, quando il Hyde dell&#8217;isola (il rituale, la caccia, il sangue, il volto dipinto) prende il sopravvento definitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stile del romanzo \u00e8 degno di nota tanto quanto la sua architettura tematica. Golding usa una terza persona limitata che oscilla tra i punti di vista di Ralph e di Simon, con brevi incursioni nella prospettiva degli altri. La prosa \u00e8 densa, a tratti lirica (soprattutto nelle descrizioni dell&#8217;isola, della laguna, della luce tropicale) e poi improvvisamente violenta, secca. C&#8217;\u00e8 un uso sapiente del dettaglio fisico: gli occhiali di Piggy, la conchiglia rosea e iridescente, la testa di maiale sul palo, il fuoco che sfugge al controllo e brucia l&#8217;isola intera. Questi oggetti non sono mai decorativi: sono snodi narrativi e simbolici al tempo stesso, con una compressione semantica che ricorda il primo <strong>Hemingway<\/strong> o certi racconti di <strong>Flannery O&#8217;Connor<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il finale \u00e8 formalmente ambiguo. L&#8217;ufficiale navale che sbarca sull&#8217;isola e mette fine alla caccia a Ralph (caccia a morte, ormai, come quella agli animali) piange al racconto di cosa \u00e8 successo, e anche Ralph piange: \u00abPer la fine dell&#8217;innocenza, per il buio nel cuore dell&#8217;uomo.\u00bb L&#8217;ufficiale guarda imbarazzato verso la sua nave da guerra ormeggiata in rada. \u00c8 un finale che molti lettori hanno trovato consolatorio: arrivano gli adulti, arriva la civilt\u00e0. Ma Golding non concede questa uscita: quella nave \u00e8 parte di una guerra nucleare. <strong>Gli adulti che salvano i bambini stanno facendo esattamente la stessa cosa, su scala pi\u00f9 grande. Non c&#8217;\u00e8 redenzione esterna. Il cerchio si chiude su se stesso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il Signore delle mosche<\/em> rimane un libro scomodo e necessario proprio perch\u00e9 non offre il conforto del distanziamento. Non parla di mostri, di psicopatici, di situazioni eccezionali. Parla di bambini normali in una situazione anormale, e di come la normalit\u00e0 sia sempre una costruzione fragile, dipendente da reti di simboli, istituzioni e rituali condivisi che possono smontarsi con sorprendente velocit\u00e0. \u00c8, in questo senso, un romanzo sull&#8217;origine della politica e insieme sulla sua precariet\u00e0 e forse per questo continua a essere uno dei testi pi\u00f9 citati, pi\u00f9 discussi e pi\u00f9 letti del canone letterario anglofono. Non perch\u00e9 contenga risposte, ma perch\u00e9 pone la domanda giusta nel modo pi\u00f9 inquietante possibile: cosa siamo capaci di diventare quando non c&#8217;\u00e8 nessuno a guardarci?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di William Golding, 1954 Pubblicato nel 1954, dopo essere stato rifiutato da decine di editori che non 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