{"id":19233,"date":"2007-01-17T20:18:19","date_gmt":"2007-01-17T19:18:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/?p=19233"},"modified":"2025-12-08T12:07:36","modified_gmt":"2025-12-08T11:07:36","slug":"bobby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.reflections.it\/wordpress\/bobby\/","title":{"rendered":"Bobby"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intenso, coinvolgente, non invasivo ma emozionante\u00a0<em>Bobby\u00a0<\/em>ti conquista a poco a poco senza forzature ed eccessi attraverso dei piccoli, impercettibili passi capaci di condurti quasi inavvertitamente all&#8217;immedesimazione che sfocia in una commozione umana, politica e sociale. All&#8217;inizio sembra quasi non piacere, scorrere faticosamente verso una meta non ben identificata, ma se ci si lascia travolgere dagli eventi, ascoltare senza forzatamente ricercare un significato ancestrale si comprende non tanto le motivazioni di un film, quanto il significato, le fondamenta di un sogno, un brivido di speranza che percorse e scosse l&#8217;America del 1968. Ad\u00a0<strong>Emilio Estevez\u00a0<\/strong>va il merito, la lucidit\u00e0 storica di non aver dimenticato o sottovalutato un momento, una frazione del passato mai anacronistica, datata, ma straordinariamente attuale attraverso un ritratto che rifugge da qualsiasi enfasi rappresentativa, ma \u00e8 a\u00a0<strong>Bob Kennedy<\/strong>\u00a0che va tutto il merito di una magia ripetuta o forse mai svanita. Attraverso la ricostruzione di un microcosmo di singole ed indipendenti individualit\u00e0 prende corpo una universalit\u00e0 che il caso ha voluto trasformare in storia.\u00a0<strong>Oliver Stone\u00a0<\/strong>nel suo ultimo\u00a0<em>World Trade Centre\u00a0<\/em>ha tentato di utilizzare la stessa tecnica, senza riuscire ad ottenere il medesimo quadro d&#8217;insieme.\u00a0L&#8217;America di\u00a0<em>Stone<\/em>\u00a0non si percepisce e non la si comprende nascosta dietro un\u2019 enfasi nazionalistica da due soldi, mentre forte e chiara sale la voce di un paese che sogn\u00f2 di essere migliore per una breve stagione e che vide sfumare troppo velocemente le sue aspettative. Inutile non ammetterlo, Gli Stati Uniti di\u00a0<strong>Estevez<\/strong>\u00a0conquistano e piacciono molto pi\u00f9 onestamente. Ci troviamo di fronte ad una mancanza di trionfalismo, ad una vibrazione d&#8217;entusiasmo ed alla silenziosa accettazione di un lutto di cui se ne portano ancora oggi i segni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sorvolando sul significato puramente politico, non possiamo negare che a fare la differenza pi\u00f9 che mai in questo caso non sono le appartenenze ma la semplice ed essenziale umanit\u00e0. Nelle circoscritte ambientazioni dell&#8217; Ambassador,\u00a0<strong>Estevez<\/strong>\u00a0muove, interseca una nell&#8217;altra le diverse umanit\u00e0, il cui destino, in un modo o nell&#8217;altro \u00e8 legato alla presenza di\u00a0<strong>Bob Kennedy<\/strong>\u00a0sulla ribalta politica. Senza mai abbandonare nessuno di questi singoli emisferi il regista conduce, costruisce una narrazione che, apparentemente sembra identificarsi come altro rispetto agli avvenimenti di cronaca, ma lentamente si avvicina ad essa divenendone parte integrante, spettatore o co-protagonista. Ed \u00e8 a questo punto che sale l&#8217;emozione e la partecipazione. Dopo averci mostrato i volti delle grandi star coinvolte nel progetto come\u00a0<strong>Demi Moore<\/strong>,\u00a0<strong>AnthonyHopkins<\/strong>,\u00a0<strong>Sharon Stone<\/strong>\u00a0e la giovane\u00a0<strong>Lindasy Loan<\/strong>, tanto per citarne alcuni,\u00a0<strong>Estevez<\/strong>\u00a0decide di non rappresentare il pi\u00f9 rappresentabile se non attraverso se stesso. Seguendo un p\u00f2 la linea scelta da\u00a0<strong>George Clooney<\/strong>\u00a0per\u00a0<em>Good night and Good Luck<\/em>, secondo il quale la storia o la realt\u00e0 non pu\u00f2 che mostrare il suo volto originale se desidera essere credibile e non altro,\u00a0<strong>BobKennedy<\/strong>\u00a0non appare mai se non attraverso l&#8217;utilizzo d&#8217;immagini di repertorio che non producono alcun distacco narrativo, ma accompagnano dolcemente nell&#8217;entusiasmo di una notte interrotta dall&#8217;incredulit\u00e0. Nelle immagini finali del salone, attraverso un montaggio scomposto tra finzione e realt\u00e0, viene fotografato per l&#8217;ultima volta\u00a0<strong>Kennedy<\/strong>\u00a0e la sua America. Nei minuti finali in cui si alzano le parole del discorso che il senatore pronunci\u00f2 in Ohio nell&#8217;Aprile del 1968 e la camera scorre lungo i volti di coloro che videro in una sola notte svanire le proprie speranze, chiara e netta si avverte la nostalgia per un mondo che non fu mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019America del 1968 viveva il caos sanguinario del Vietnam, consacrava\u00a0<em>Il laureato<\/em>\u00a0in un cult movie ed impazziva per la giovane speranza personificata da\u00a0<strong>Bob Kennedy<\/strong>. Un paese, dunque, che nonostante registrasse il pi\u00f9 alto numero di vittime tra i suoi giovani, aveva ritrovato un entusiasmo per il futuro, una speranza di miglioramento che venne definitivamente distrutta il 4 giugno 1968 nelle cucine dell\u2019Hotel Ambassador. Dopo aver vinto le primarie in California contro il senatore\u00a0<strong>McCarthy<\/strong>\u00a0,\u00a0<strong>Robert Kennedy<\/strong>, fratello del Presidente degli Stati Uniti\u00a0<strong>J.F.K.<\/strong>\u00a0assassinato nel 1963 a Dallas, viene ucciso con alcuni colpi di pistola nelle cucine dell\u2019albergo dove si era recato per salutare tutti gli inservienti suoi sostenitori.\u00a0<strong>Emilio Estevez<\/strong>, dopo alcuni anni di riflessione e ricerche porta sullo schermo ed in Concorso alla 63.esima edizione del\u00a0<strong>Festival di Venezia<\/strong>, gli avvenimenti di quel giorno, capaci non solo di segnare delle amare pagine di storia, ma soprattutto di cambiare in modo definitivo il sentore di un intero paese. \u201c Mi sento un uomo molto fortunato \u2013 esordisce\u00a0<strong>Estevez<\/strong>\u00a0\u2013 in questi anni ho lavorato esattamente a ci\u00f2 che mi interessava. Portare sullo schermo la storia di\u00a0<strong>Bobby<\/strong>\u00a0e della sua influenza positiva sull\u2019intero paese e sulla nuova generazione era una cosa importantissima da fare. Il momento storico che stiamo vivendo ora non \u00e8 molto diverso da quello della fine degli anni sessanta. Questo pi\u00f9 che mai sembra essere il momento pi\u00f9 adatto per far sentire nuovamente la sua voce, una voce che fu capace di rivolgersi all\u2019uomo qualunque, al piccolo ed all\u2019oppresso che aveva bisogno di tutta la sua attenzione.\u201d Sono trascorsi molti anni dalla notte del 4 luglio eppure per\u00a0<strong>Estevez<\/strong>continua a rappresentare un colpo fatale che avrebbe fermato il cammino verso l\u2019idealismo e l\u2019ottimismo di una generazione di americani, aprendo la strada al mondo attuale molto pi\u00f9 cupo e duro dominato dal cinismo, dall\u2019apatia e dalla privazione dei diritti civili. A sostenere questo progetto con calore emozionale tutto un cast davvero d\u2019eccezione che vede riuniti alcuni dei nomi pi\u00f9 rappresentativi del panorama hollywoodiano (<strong>Harry Belafonte<\/strong>,\u00a0<strong>Nick Cannon<\/strong>,\u00a0<strong>Laurence Fishburne<\/strong>,\u00a0<strong>Brian Geraghty<\/strong>,\u00a0<strong>HeaterGraham<\/strong>,\u00a0<strong>Anthony Hopkins<\/strong>,\u00a0<strong>Helen Hunt<\/strong>,\u00a0<strong>Joshua Jackson<\/strong>,\u00a0<strong>Lindsay Loan<\/strong>,\u00a0<strong>Martin Sheen<\/strong>,\u00a0<strong>Sharon Stone<\/strong>,\u00a0<strong>Christian Slater<\/strong>ed\u00a0<strong>Elija Wood<\/strong>) .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A dimostrare che oltre alla fama ed il successo ci sono altri valori a strutturare la vita di un uomo, ognuna di queste star ha accettato di lavorare al minimo del budget pur di partecipare ad un progetto che li avrebbe fatti sentire al centro di un momento irripetibile. \u201c Ho desiderato realizzare questo film, fare la mia parte in un opera corale come questa con grande passione. \u2013 dichiara la\u00a0<strong>Loan\u00a0<\/strong>nelle nuove vesti di attrice pi\u00f9 matura \u2013 Il fervore e l\u2019impegno di Emilio mi hanno fatto decidere in proposito. Ma soprattutto volevo provare a sentire nuove cose. Tutti eravamo li per raccontare questa storia capace di evocare ricordi incredibili\u201d. Ma se per la giovane\u00a0<strong>Lindsay<\/strong>la figura ed il carisma di\u00a0<strong>Bob Kennedy<\/strong>\u00a0fanno parte di un evento storico riconducibile a racconti ed immagini di repertorio, per il regista ha rappresentato una realt\u00e0 personale e familiare. \u201c Avevo cinque anni quando nel 1967 ho incontrato Bob con mio padre. Ricordo che mi strinse la mano e posso dire con tutta onest\u00e0 che la genesi, il viaggio di questo film inizia proprio con quel primo ed immediato innamoramento.\u201d Eppure, nonostante l\u2019entusiasmo e la dedizione, la sceneggiatura ha subito un arresto di un anno durante il quale il regista non \u00e8 riuscito a proseguire nella scrittura oltre la trentesima pagina. Un blocco dello scrittore scomparso nel momento stesso in cui incontr\u00f2, del tutto casualmente, una donna presente la sera dell\u2019assassinio come volontaria alla campagna elettorale di Kennedy, e che aveva sposato un ragazzo per evitare che fosse spedito in Vietnam. \u201cLa vicenda di quella donna mi ha aiutato moltissimo a creare l\u2019ossatura della storia e a dargli un cuore, dopodich\u00e8 il resto \u00e8 venuto da solo.\u201d Nonostante sia dotato di una attualit\u00e0 spaventosa e sorprendente,\u00a0<strong>Bobby<\/strong>\u00a0non \u00e8 assolutamente un attacco all\u2019attuale amministrazione ma si colloca coma un atto d\u2019amore e di speranza perch\u00e9, come ha dichiarato lo stesso\u00a0<strong>Estevez<\/strong>\u00a0\u201cdopo che\u00a0<strong>Bob Kennedy<\/strong>\u00a0venne ucciso il paese visse una sorta di perdita dell\u2019innocenza accompagnata da una tragica perdita di passione e da un sentimento di impotenza che purtroppo resiste fino ad oggi. Siamo divenuti cinici, dobbiamo ritrovare noi stessi e ci\u00f2 che pu\u00f2 ispirare le nostre vite. Ecco,\u00a0<strong>Bobby<\/strong>era la nostra ispirazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Tiziana Morganti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intenso, coinvolgente, non invasivo ma emozionante\u00a0Bobby\u00a0ti conquista a poco a poco senza forzature ed eccessi attraverso dei piccoli,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19232,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[12],"tags":[],"class_list":["post-19233","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema-recensioni-novita-approfondimenti"],"yoast_head":"<!-- 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