Un viaggio alla scoperta delle origini del caffè. Lo propone la Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2026 del Gambero Rosso. Le quaranta pagine dell’introduzione sono dedicate alla scoperta della filiera, alla tostatura, alle caratteristiche sensoriali da valutare in tazza, al concetto di “flavore”, alle differenze tra metodologie di estrazione e le best practice per l’esame olfattivo.
Curata da Andrej Godina e Mauro Illiano, questa prima edizione che recensisce centinaia di torrefazioni, ha coinvolto decine di assaggiatori coordinati dai caffesperti per assegnare ai migliori da 1 a 3 Macinini. Nel complesso sono stati degustati oltre 1000 caffè e conferiti 158 Tre Macinini.
L’essere umano non può fare a meno del caffè. E’ la bevanda più consumata dopo l’acqua, e si calcola che ogni giorno nel mondo ne vengano servite oltre tre miliardi di tazzine. Una ritualità quasi sacra, fatta di gesti, abitudini e significati sociali, dai primi utilizzi della napoletana, passando per la moka fino all’espresso e alle monoporzioni, il caffè ha sempre assunto un significato molto più ampio rispetto al suo carattere sensoriale.
Rituali che spesso riescono a far dimenticare che il caffè arriva da tanto lontano. Le piante del genere Coffea, delle specie botaniche Arabica e Canephora, sono coltivate in tutti i Paesi della fascia tropicale, a cavallo dell’equatore. Durante la tostatura nel chicco avvengono centinaia di reazioni che trasformano zuccheri e proteine in molecole aromatiche. Frutto, scienza e ritualità si uniscono per dare vita a una vera e propria esperienza sensoriale, tradotta in composti chimici aromatici, che contraddistinguono il flavore di ogni tazzina.